Ormai è noto l’omosessualità sia ampiamente diffusa in natura: oltre all’uomo, negli ultimi decenni i ricercatori ne hanno testimoniato la presenza in numerose altre specie animali. Ed è per questa ragione che il recente avvistamento di una coppia di leoni gay, immortalati in Kenya, non ha stupito gli studiosi né lo stesso fotografo che li ha ripresi. Eppure, nonostante le evidenze scientifiche, un’autorità locale si è voluta fermamente opporre alle spiegazioni ufficiali, suggerendo invece i due felini possano aver imitato degli atteggiamenti appresi dall’esposizione a coppie di turisti dello stesso sesso.

A sostenere la singolare tesi è Ezekiel Mutua, presidente del Kenya Film Classification Board, l’autorità locale per il monitoraggio e la censura delle opere audiovisive. Il tutto nasce qualche giorno fa, quando il fotografo inglese Paul Goldstein ha pubblicato le immagini di alcuni felini immortalati in una riserva naturale, tra cui una coppia di leoni durante un incontro sessuale. Mutua, esterrefatto dalla visione, ha bollato l’intesa fra gli animali come anormale, suggerendo i due possano aver appreso per osmosi il comportamento dall’uomo. Così riporta Nairobi News:

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Questi animali hanno bisogno di supporto, poiché probabilmente sono stati influenzati dai gay che hanno visitato i parchi nazionali comportandosi male. […] Intendo, dove sulla Terra avete mai sentito succedere qualcosa del genere. Gli spiriti demoniaci che infieriscono sugli uomini devono aver ora coinvolto gli animali. […] È per questo che dirò di isolare gli animali gay per studiare il loro comportamento, perché non è normale. Il sesso fra gli animali è solo per procreazione. Due leoni maschi non possono procreare, pertanto perderemo la specie.

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Le dichiarazioni hanno generato una fitta polemica, sia in patria che all’estero, poi sfociata sui social network. Nel mentre, gli esperti di comportamento animale hanno ribadito come rapporti fra lo stesso sesso siano abbastanza comuni in molte specie. Ad esempio, tra i bonobo – conosciuti anche come “scimmie ipersessuate” – gli incontri omosessuali sarebbero decisamente frequenti e, sebbene le ragioni non siano state del tutto acclarate, pare fungano per determinare i ruoli e la coesione sociale. Nel 2008, invece, uno studio sugli albatros di Laysan alle Hawaii ha dimostrato come il 31% delle coppie stabili sia composta da femmine. Sono state quindi evidenziate relazioni analoghe fra pesci, molluschi, uccelli e mammiferi, con una certa stabilità proprio fra i grandi felini.

6 novembre 2017
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