È una notizia drammatica, quella che viene dal Sudafrica e vede protagonisti due esemplari di leone di recente salvati. Un gruppo di bracconieri, infatti, si è intrufolato nel rifugio che da tempo provvedeva alle loro cure, avvelenandoli e successivamente mutilandoli. Un atto d’allerta, forse una vendetta degli stessi cacciatori di frodo nei confronti della struttura di tutela, su cui al momento stanno indagando le autorità locali.

Il tutto è avvenuto all’interno dell’Emoya Big Cat Sanctuary, una struttura nelle provincia del Limpopo, da tempo impegnata nella salvaguardia dei grandi felini. Lo scorso anno, il santuario ha accolto ben 33 esemplari provenienti da un circo in Perù, per garantire agli stessi una vita serena in un luogo che potesse riprodurne il più fedelmente possibile l’habitat naturale. La scorsa settimana, tuttavia, un gruppo di bracconieri si è intrufolato all’interno della struttura e, dopo aver eluso i controlli delle guardie armate, ha provveduto all’avvelenamento di due esemplari: Jose e Lido.

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Non è però tutto, poiché secondo quanto riferito dai media e dalle autorità locali, i due felini sono stati rinvenuti privi delle loro code e delle loro zampe, del tutto scuoiati e con la testa mozzata. Così come già anticipato, Jose e Lido provenivano dal Sudamerica, appartenenti in un gruppo di leoni confiscati dalle autorità del Perù e della Colombia ad alcuni circhi, quindi trasferiti presso all’Animal Defenders International in Sudamerica. Non capita di rado che in queste due nazioni sudamericane, così come riferisce RT News, vengano privati di denti e artigli, affinché non possano nuocere ai loro addestratori.

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In un video rilasciato in questi giorni sulla pagina Facebook dell’Emoya Big Cat Sanctuary, due delle addette della struttura hanno parlato, tra le lacrime, dell’aumento di casi simili di bracconaggio in Sudafrica:

La terribile mattanza della vita selvatica in Sudafrica, e nel resto dell’Africa, continua a raggiungere proporzioni disperate. I bracconieri stanno diventando più coraggiosi. Ogni rifugio, santuario o parco è ora diventato un target.

7 giugno 2017
Via:
RT
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