Nei giorni scorsi è andato in scena a Marsiglia l’evento Floating Offshore Wind Energy, kermesse dedicata al nascente settore dell’eolico offshore galleggiante. Una tipologia di impianto per la produzione di energia dal vento relativamente nuova, fino ad oggi oggetto esclusivamente di ricerche, test e sperimentazioni condotte su scala ridotta. Le cose sembrano però destinate a cambiare in futuro come spiegato da Giles Dickson, CEO di WindEurope, intervenuto sul palco.

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Stando alla relazione presentata durante l’incontro francese in Europa c’è la possibilità di installare pale per una potenza complessiva pari a 4000 MW. Per far sì che il sogno si possa trasformare in realtà c’è però bisogno di forti investimenti. A questo proposito risulta interessante il grafico allegato di seguito, che mostra come entro i prossimi tre decenni il costo legato alla produzione di elettricità (LCOE) mediante infrastrutture eoliche sia destinato a scendere progressivamente. La linea che raffigura l’andamento dell’eolico offshore galleggiante è quella verde, che arriva a un -38% nel 2050.

Va precisato che l’arrivo di impianti di questo tipo non avrà ripercussioni negative su quelli dedicati all’eolico offshore più tradizionale, poiché saranno destinati all’installazione in location dove quest’ultima tecnologia non è applicabile, per ragioni tecniche e strutturali come una conformazione irregolare dei fondali (dove vengono ancorate le turbine) o una profondità troppo elevata.

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I vantaggi di quelli galleggianti sono da ricercare nella possibilità di sfruttare siti con venti più forti e costanti, nonché in spese ridotte per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

L’Unione Europea ha stabilito che i propri Stati membri dovranno arrivare, entro il 2030, a produrre 4 GW di energia ogni anno dal vento.

Una soglia non impossibile da raggiungere, nonostante l’impegno economico dei singoli Paesi non sembri fin qui sufficiente per centrare l’obiettivo. L’impiego di soluzioni nuove e innovative come quelle legate alle piattaforme galleggianti potrebbe costituire un elemento di accelerazione in tal senso.

20 marzo 2017
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