La lenticchia è un legume molto diffuso e apprezzato all’interno della dieta mediterranea, tanto da essere uno degli ingredienti cardine di moltissime ricette. Eppure, si tende a concentrarne il consumo durante il periodo natalizio e, soprattutto, alla fine dell’anno: tradizione vuole, infatti, che le lenticchie portino fortuna. Diffusa soprattutto in autunno e in inverno, come coltivarla a casa, in balcone o in orto?

Considerata popolarmente la “carne dei poveri”, per gli elevati elementi nutritivi che propone, la coltivazione della lenticchia presenta delle necessità simili a quelle degli altri legumi. Prima di procedere, tuttavia, sarà utile chiedere un consiglio al negozio di botanica o al fornitore di semenze di fiducia, anche in relazione alle caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare le lenticchie

Lenticchie

Three kinds of lentil in bowls – red lentil, green lentil and brown lentil via Shutterstock

La Lens culinaris è una pianta dicotiledone della famiglia delle Fabaceae, quindi appartenente alle Leguminose. Le sue origini sono molto antiche, tanto che le lenticchie si pensa possano essere state consumate in Grecia prima di Cristo, così come da ritrovamenti archeologici. La lenticchia, una pianta annuale erbacea, si caratterizza per un fusto alto dai 20 ai 70 centimetri, con steli alti e ramificati, da cui spuntano delle foglie allungate e alterne. La pianta produce anche dei fiori di colore bianco o di blu poco intenso, mentre i frutti sono dei baccelli appiattiti, di solito distribuiti a coppie, i quali all’interno conservano dei semi dalla tipica forma a lente. Sono proprio i semi a essere destinati alla coltivazione e, in termini di colorazioni e dimensioni, si differenziano a seconda delle varietà: possono essere verdi, gialle, brune o violacee.

Il clima ideale è quello del bacino del Mediterraneo, non eccessivamente caldo né estremamente freddo. La pianta presenta comunque una buona adattabilità, tanto che può essere facilmente coltivata anche in autunno se le temperature lo permettono, pur mantenendo una certa differenza tra Nord e Sud dello Stivale. Nel meridione, infatti, la semina è normalmente autunnale, mentre al Settentrione si tende ad aspettare l’arrivo della primavera.

La lenticchia presenta una buona adattabilità ai terreni, sebbene preferisca i terricci morbidi e sabbiosi e, in seconda battuta, quelli più argillosi. La pianta non tollera i ristagni d’acqua, quindi sarà necessario assicurarsi di un buon deflusso, nonché necessita di una buona fertilizzazione. Di norma, si ricorre a concimi organici come il letame oppure il compost, ma anche con la fertilizzazione tramite rotazione delle colture.

Le necessità d’acqua, come facile intuire, variano a seconda della zona di coltivazione, nonché rispetto ai fenomeni atmosferici della stagione. Nei periodi più freddi dell’anno, possono bastare le precipitazioni, facendo comunque sempre riferimento all’aridità del terreno. In quelli più caldi, è consigliata un’annaffiatura due volte la settimana o, in periodo molto afosi, anche quotidianamente.

Coltivazione in vaso e in orto

Pianta di lenticchie

Lentil plant (Lens culinaris) via Shutterstock

Le lenticchie possono essere coltivate efficacemente sia in orto che in vaso, anche se questa seconda modalità non è particolarmente diffusa, se non a scopo ornamentale oppure per una caratteristica crescita indoor.

In ogni caso, la predisposizione del contenitore è molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci per favorire il deflusso dell’acqua, così da evitare pericolosi ristagni, riempiendo poi il tutto con del terriccio sabbioso, meglio se concimato con compost. Nella dimora definitiva, invece, necessario sarà procedere a una blanda opera di zappatura, così da distribuire uniformemente le sostanze nutritive nel terreno d’approdo.

Come già accennato, la semina varia a seconda della posizione geografica della coltivazione: al Nord è solitamente primaverile, mentre al Sud autunnale. Questa può avvenire sia in semenzaio che direttamente in dimora definitiva: in questo ultimo caso, si effettuano delle buche di circa due centimetri di profondità, separare l’un l’altra di una decina di centimetri, dove inserire i semi. Inoltre, è utile anche pensare a una disposizione a file, separate l’un l’altra di una quarantina di centimetri. Alla prima apparizione dei germogli, sarà possibile procedere a diradamento degli esemplari più deboli. La raccolta, invece, avviene quando la parte aerea della pianta si sarà seccata, lasciando poi asciugare il tutto in un luogo caldo, asciutto e anche buio.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione di erbacce e altre piante infestanti, la pacciamatura se necessario e il controllo di insetti e parassiti, tra cui tutte le varietà che solitamente colpiscono i legumi.

1 novembre 2015
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