L’energia eolica per sospingere tutto il mondo

Una nuova interessante ricerca presentata sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Science parla del vento come mezzo rivoluzionario per la produzione dell’energia elettrica necessaria per tutto il pianeta.

I tre studiosi Xi Lua (School of Engineering and Applied Science, Harvard University), Michael B. McElroya (Department of Earth and Planetary Sciences, Harvard University) e Juha Kiviluomac (VTT Technical Research Centre of Finland) hanno infatti presentato un interessante articolo intitolato “Global potential for wind generated electricity” (#09-04101).

Questo nuovo studio rivela come “una rete di turbine a terra da 2.5 Megawatt ristrette in aree non di foreste, senza ghiaccio e non urbane che operino a livelli bassi del 20% della loro capacità nominale potrebbe fornire oltre 40 volte il consumo mondiale di elettricità, oltre 5 volte il consumo globale di energia in ogni sua forma”. Una visione rivoluzionaria quindi del problema dell’energia elettrica ed una analisi che mostra quanto potenziale ci sia nelle energie rinnovabili oggi ampiamente sottovalutate e sottoutilizzate.

Nello studio i tre scienziati hanno diviso la superficie terrestre in aree di circa 3.300 chilometri quadrati, hanno introdotto le relative velocità medie dei venti (ottenute da campionamenti a sei ore) e iniziato a simulare un possibile scenario. In tale scenario le turbine fuori costa non sono state messe mai più lontano di 50 miglia nautiche dalla costa e a profondità inferiori a 200 metri (per evitare costi eccessivi). Il potenziale energetico prodotto da una certa turbina dipende dalla velocità del vento dalla densità dell’aria, dallo spazio fra le turbine e dalle dimensioni delle eliche. Anche ammesso che si sia costretti ad operare i nuovi generatori solo al 20% della loto capacità nominale con il solo sfruttamento del vento nella zona interna degli Stati Uniti si potrebbe fornire oltre 16 volte più energia della quantità oggi in uso.

Rimangono naturalmente molti problemi da considerare, quali quelli di trovare posti adatti al posizionamento di queste gigantesche turbine, problemi estetici e di rumorosità per le centrali fuori dalla costa e naturalmente problemi di reimmissione nella rete nazionale e controllo dei picchi di potenza. Ma il potenziale a disposizione è enorme e tutto ancora da sfruttare. L’interesse per l’energia eolica sta crescendo assieme alla scoperta delle sue enorrmi possibilità. Negli ultimi due anni si sono creati oltre 30.000 posti di lavoro in questo emergente nuovo settore che è destinato a continuare una poderosa crescita anche negli anni a venire.

25 giugno 2009
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