Se volete che la raccolta di rifiuti hi-tech in Italia divenga effettiva prendete carta e penna per scrivere al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Anzi no. Andate davanti al vostro computer, collegatevi ad Internet e digitate l’indirizzo Elettronicaverde.it.

Da oggi infatti si può firmare la petizione on line rivolta all’esponente del governo direttamente sul sito messo in rete da Greenpeace per lanciare azioni web sul tema della spazzatura elettronica (e-waste).

Per l’associazione ambientalista:

nel nostro paese il sistema di gestione dei rifiuti elettronici ? pericolosi e in più rapida crescita – non è ancora decollato. A causa di lobby industriali, cambiamenti politici ai vertici e un complicato iter legislativo, l’Italia si ritrova con un sistema non ancora entrato a regime, nonostante i numerosi anni di ritardo rispetto alle direttive europee del 2002.

Il problema è che crescendo ad un tasso elevatissimo l’uso e l’ammontare degli oggetti elettronici in circolazione, la società deve regolamentare il settore perché non vada fuori controllo la produzione di rifiuti pericolosi difficili da conferire o riciclare in sicurezza.

In questo senso, il ritardo riscontrato nel completamento dell’obbligo per i distributori di ritirare gratuitamente dal consumatore finale un’apparecchiatura elettronica, in occasione di nuovo acquisto equivalente, non fa che procrastinare l’avvio di una corretta gestione di questo tipo di spazzatura.

Greenpeace mette a disposizione dei navigatori anche uno spazio per denunciare, tramite immagini auto-prodotte, l’incauto abbandono di rifiuti elettronici sul nostro territorio in modo da sostenere con un efficace corredo fotografico la domanda indirizza al ministro dell’Ambiente.

25 febbraio 2009
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