La Lego, la casa produttrice dei noti mattoncini per le costruzioni, è alla ricerca di nuovi materiali ecologici per realizzare i suoi giocattoli, alternativi alla plastica.

A riportare la notizia è il Wall Street Journal, svelando che la Lego ha avviato un progetto di ricerca della durata di 15 anni per ideare materiali ecofriendly con cui realizzare i mattoncini. Nel corso dei prossimi anni l’azienda assumerà 100 nuovi ricercatori da destinare al progetto.

La rivoluzione sostenibile della Lego avrebbe una portata enorme. Attualmente la compagnia danese impiega tonnellate di plastica ogni anno per costruire i mattoncini. Per realizzare circa 66 miliardi di mattoncini l’azienda nel 2014 ha usato ben 77 mila tonnellate cubiche di petrolio.

L’obiettivo della compagnia è trovare un materiale organico da sostituire ai derivati petroliferi. Le ricerche effettuate finora si sono rivelate infruttuose. Come rivela il direttore della sostenibilità ambientale della Lego, Tim Guy Brooks, i materiali alternativi disponibili oggi sul mercato, provenienti dalle piante, non soddisfano gli standard della compagnia.

L’azienda è alla ricerca di un materiale ecofriendly che permetta di produrre mattoncini identici a quelli realizzati in ABS, acrilonitrile-butadiene-stirene. Brooks spiega che i nuovi mattoncini non dovranno distinguersi dai vecchi quando verranno disposti gli uni accanto agli altri.

L’impresa non è semplice perché la realizzazione dei Lego risponde a criteri precisi in cui conta ogni singolo millimetro; il suono dei mattoncini; la loro resistenza nel tempo; la capacità di assorbire e mantenere i colori. Finora l’azienda ha utilizzato l’ABS perché si tratta di un materiale economico, leggero e duraturo che mantiene a lungo il colore, anche a distanza di anni.

Malgrado i prezzi del petrolio siano in calo, la Lego ha deciso di adottare un materiale più ecologico, alternativo alla plastica. Molte grandi compagnie hanno iniziato a studiare materiali alternativi ai derivati petrolchimici 15 anni fa, quando i prezzi del greggio subirono una brusca impennata.

Il loro interesse per le materie prime ecofriendly è immediatamente scemato al calare dei costi del petrolio. La Lego, invece, non intende fare marcia indietro per non deludere le aspettative dei consumatori, sempre più sensibili alla sostenibilità ambientale dei prodotti. Il 55% dei consumatori, secondo uno studio della Nielsen, è disposto a pagare di più per un prodotto ecofriendly.

Brooks anticipa che la Lego punterà su prodotti di scarto, come i rifiuti agricoli, per realizzare un materiale che non entri in competizione con la produzione agroalimentare. La ricerca di un materiale più sostenibile è prioritaria per la compagnia:

Questa è la cosa giusta da fare perché i combustibili fossili sono una risorsa finita e noi della Lego ne siamo consapevoli.

15 luglio 2015
In questa pagina si parla di:
Immagini:
Lascia un commento