Leggere libri gialli aiuta a combattere la depressione, ecco perché

Dalla lettura un possibile aiuto per alleviare i sintomi della depressione. I libri sono riconosciuti come alleati della fantasia, dell’immaginazione, come stimolanti per il cervello e chiavi per nuovi mondi, ma il loro “potere” potrebbe spingersi fino al benessere psicologico e mentale. A sostenerlo due differenti indagini, frutto dell’analisi di decine di studi condotti nel corso degli ultimi anni, che hanno analizzato i benefici associati a quella che viene definita “Biblioterapia”. Non una vera e propria cura, ma un’attività che potrebbe consentire, nelle condizioni più lievi, di ridurre il numero di farmaci assunti e la frequenza di assunzione.

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La prima indagine relativa agli effetti della Biblioterapia sui sintomi della depressione è stata condotta dai ricercatori italiani dell’Università di Torino. La pubblicazione di questo lavoro di ricerca è avvenuta lo scorso settembre sulla rivista scientifica Clinical Psychology Review. Gli studiosi hanno analizzato i dati provenienti da 10 studi, concludendo che i partecipanti ad almeno sei studi hanno mostrato netti miglioramenti della propria sintomatologia, anche fino ai tre anni successivi, in seguito alla frequenza di un corso di lettura terapeutico. Gli stessi esperti hanno dichiarato:

La Biblioterapia sembra essere efficace nella riduzione dei sintomi depressivi nel lungo periodo, e potrebbe essere un trattamento sostenibile che riduce la necessità di terapie mediche.

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Leggere libri rappresenterebbe un aiuto contro la depressione nei pensionati secondo lo studio condotto dalla University of Groningen (Paesi Bassi), pubblicato lo scorso anno su PLOS One. L’indagine ha valutato i risultati di 18 precedenti studi, della durata di diversi anni.

La ribalta nel panorama medico maggiore la Biblioterapia l’ha tuttavia conquistata nel 2013 con la pubblicazione, da parte del Department of Health, dello schema noto come “Books On Prescription”. Sul tema dell’utilizzo dei libri, in particolare gialli o “crime”, i benefici contro i sintomi della depressione potrebbero essere marcati secondo la dott.ssa Liz Brewster della Lancaster Medical School, che ha studiato il possibile rapporto tra Biblioterapia e patologie mentali. Tuttavia, ricorda la specialista, non sempre è possibile sostituire le terapie farmacologiche:

Lo schema Books On Prescription è una prima linea di trattamento, eventualmente anche in alternativa agli antidepressivi, o in abbinamento con essi, mentre i pazienti sono in attesa di terapie basate sulla comunicazione verbale.

La mia ricerca mostra che alcuni pazienti amano il conforto e la sicurezza che offre un libro giallo, dove sanno che il crimine alla fine verrà risolto. Molte persone affette da depressione si sentono isolate, ma la lettura di esperienze altrui – persino quando immaginarie – può dare loro speranza.

21 febbraio 2018
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