La Legge di Stabilità rischia di favorire la cementificazione selvaggia. Questo l’allarme lanciato da Legambiente, secondo la quale un emendamento al testo favorirebbe l’incentivazione di lottizzazioni edilizie al fine di pareggiare i bilanci comunali.

In base al testo dell’emendamento, la Legge di Stabilità premetterebbe di prorogare, a tutto il 2015, l’utilizzo di almeno il 50% gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti dei Comuni. Un errore che deve essere cancellato quanto prima secondo ha affermato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza:

Un grave errore che ci auguriamo il Parlamento corregga al più presto. Perché non è questa la risposta ai problemi di cassa delle amministrazioni locali, né alla crisi del settore edilizio, mentre potrebbero essere molto gravi le ripercussioni del provvedimento sull’ambiente e il territorio già martoriato da una cementificazione selvaggia.

Lo stesso Cogliati Dezza ha auspicato l’intervento da parte dei ministri Martina e Galletti, sottolineando in conclusione come l’emendamento sugli oneri di urbanizzazione si ponga in aperta contraddizione rispetto alle recenti iniziative per arginare il consumo di suolo:

I ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Maurizio Martina e Gian Luca Galletti, sono recentemente intervenuti a sottolineare l’impegno del governo contro il consumo di suolo, ci auguriamo che intervengano quanto prima a restituire coerenza alle proposte del Governo.

Legambiente ha poi sottolineato l’importanza di una rapida azione di Governo anche per quanto riguarda la questione rifiuti, costata all’Italia una nuova e pesante multa milionaria da parte della Corte di Giustizia UE. Secondo quanto ha affermato Stefano Ciafani, vicepresidente dell’associazione:

È una sentenza che ci aspettavamo e che per certi versi auspicavamo visto che il nostro Paese, nonostante abbia recepito nel 2003 la normativa europea sulle discariche del 1999, in questi 15 anni ha fatto finta che quella normativa non esistesse.

Abbiamo visto decine e decine di impianti sul territorio nazionale che non rispettavano la legge, non pretrattavano i rifiuti prima di metterli all’intermo della buca, non aspiravano il percolato e il biogas per trattarli, che sono le due fonti di inquinamento più importanti delle discariche. L’Italia ha fatto finta di nulla e fortunatamente l’Europa non è stata a guardare ed è arrivata una sentenza di condanna.

Sentenza frutto di un modello sbagliato di gestione dei rifiuti, conclude Ciafani, che deve essere modificato in favore di un sistema che penalizzi economicamente tali pratiche:

Per superare il modello dello smaltimento in discarica serve che le discariche siano l’opzione di gestione più costosa. L’Italia approfitti di questa condanna e approvi una legge che tartassa economicamente lo smaltimento in discarica così riusciremo a ridurre i conferimenti ai minimi termini.

2 dicembre 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 3 dicembre 2014 alle1:50 ha scritto: rispondi »

L'Italia con 60 milioni di abitanti, non può permettersi ulteriori aumenti della popolazione, se è vero che ogni cittadino avrebbe il diritto ad un'abitazione decente e sicura, situazione che già oggi sembra utopistica.

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