Emendamenti alla Legge di Stabilità per sbloccare 7 miliardi di euro a favore dell’ambiente. Questo l’oggetto dell’iniziativa congiunta di Legambiente e Radicali Italiani, che hanno presentato una serie di proposte di modifiche al testo approvato dal Consiglio dei Ministri.

Nel testo presentato da Legambiente e Radicali Italiani si propone l’eliminazione dei sussidi e degli sconti fiscali a favore delle fonti fossili, insieme a un nuovo impianto normativo che interessi sia la tutela che la tassazione per quanto riguarda aree quali cave, concessioni balneari, acque minerali e consumo di suolo.

Una vera e propria “correzione ecologica alla Legge di Stabilità” secondo i promotori dell’iniziativa, che va ad affiancarsi a quella presentata dall’On. Pastorelli per la modifica alla Delega Fiscale, inviata al Governo Renzi e a tutti i gruppi politici presenti in Parlamento.

Due gli aspetti principali del pacchetto di riforme alla Legge di Stabilità messo a punto da Legambiente e Radicali. Una prima parte risulta legata alle concessioni di sfruttamento per l’escavazione, al conferimento dei rifiuti edilizi in discarica, alla gestione delle acque minerali e delle strutture balneari.

Sempre in questo primo raggruppamento anche nuove regolamentazioni per quanto riguarda il consumo di suolo e la “rigenerazione urbana”. Da questo insieme di normative deriverebbero per le casse dello Stato risorse fiscali per 1 miliardo di euro al 2015.

Modifiche proposte anche per quanto riguarda il settore energetico. Nella seconda parte del provvedimento la richiesta di revisione del sistema di incentivazione, sconti ed esoneri da accise e varie imposte ambientali per circa 5,7 miliardi di euro nel 2014.

Risorse concesse perlopiù alle fonti fossili, senza alcuna verifica su risultati e costi. Due miliardi di euro alle risorse fossili vengono conteggiate da Legambiente e Radicali come inserite nelle bollette delle famiglie italiane. Come hanno dichiarato in un comunicato congiunto Legambiente e Radicali Italiani:

Alcune di queste proposte sono di immediata applicazione e tutte sono coerenti con la Delega Fiscale già approvata dal Parlamento. Qui mostriamo come sia possibile, indispensabile e urgente in particolare in un periodo di recessione, intervenire sulla fiscalità per cancellare privilegi e rendite, liberando risorse per investimenti”.

Con queste proposte, aggiungono, “si mettono in moto risorse per ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro e per investimenti in innovazione in settori produttivi centrali per l’economia italiana e per la riqualificazione ambientale.

24 novembre 2014
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