Continua l’Odissea della legge europea sul taglio delle emissioni di CO2 per le automobili. Dopo essere partita bene circa un anno fa, con il plauso delle associazioni ambientaliste e le proteste dei produttori, adesso gli ostacoli che si pongono lungo l’iter legislativo si fanno sempre più difficili da superare.

Tra questi, il più grosso si chiama Germania. Angela Merkel e i suoi colleghi di partito stanno tentando da mesi di boicottare l’entrata in vigore di questa legge che, a loro dire, danneggerebbe il mercato dell’auto tedesca, e così sono riusciti per ora a strappare una piccola vittoria.

Nella battaglia tra i promotori della legge e il Governo tedesco, alla fine si è giunti a un compromesso. La legge si farà, ma verrà rinviata. Anziché entrare in vigore nel 2020 è stata rinviata al 2021. La differenza può sembrare minima, ma si tratta di una vittoria importante per Angela Merkel perché dimostra che l’intransigenza europea può essere scalfita e che c’è spazio per ulteriori modifiche in futuro.

Entro quella data la media delle emissioni delle auto di un produttore che vuol vendere i suoi mezzi in Europa non potrà superare i 95 grammi di CO2 per chilometro percorso.

Si tratta di limiti molto stringenti che favoriscono il mercato dell’auto elettrica, ibrida, a gpl e metano, oppure il mercato delle auto cosiddette “leggere”, come per esempio molti modelli FIAT, a discapito di quelli “pesanti” come possono essere le auto di lusso della Mercedes o della BMW.

A tracciare il percorso è stato Arunas Vinciunas, ambasciatore lituano che detiene la presidenza dell’Unione Europea, il quale è riuscito a strappare la promessa a tutti gli Stati membri di firmare l’accordo con una data posticipata, ma senza entrare nella sostanza.

Vinciunas è riuscito anche a convincere i tedeschi ad accordare che entro il 2020 almeno il 95% del parco macchine di una casa produttrice possa rientrare nei limiti stabiliti dall’Unione Europea, in modo che entro il 2021 sarà più facile per tutti raggiungere la soglia.

Nel compromesso inoltre è stato aggiunto anche il sistema dei cosiddetti “supercrediti”, ovvero come nel mercato delle emissioni, o “Cap and Trade”, i produttori di veicoli a basse emissioni come quelli elettrici avranno diritto a vendere i propri crediti alle aziende inquinanti.

In questo modo si potranno continuare a vendere auto di lusso con alte emissioni, ma costeranno di più e finanzieranno il mercato delle auto ecologiche. Infine, rimane inalterato l’accordo che prevede entro il 2015 un tetto alle emissioni di 130 g/km. Almeno finché la Germania non tenterà di modificarlo.

27 novembre 2013
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