I legamenti crociati anteriore (LCA) e posteriore (LCP) dell’articolazione del ginocchio sono 2 fasce fibrose, indispensabili per la stabilizzazione del movimento: nella pratica, impediscono lo slittamento anteriore o posteriore della testa della tibia e del femore.

I traumi che portano alla rottura sono più frequenti sul legamento crociato anteriore: il ginocchio diventa instabile, nei casi più gravi anche nella comune camminata e non solo durate l’attività sportiva agonistica o amatoriale. L’intervento chirurgico serve per ripristinare la struttura del legamento e la funzionalità dell’articolazione. Il paziente che prima dell’operazione segue un programma di esercizi di fisioterapia, tuttavia, può facilitare il suo percorso di recupero.

Rischi e sintomi

Gli sport che sollecitano maggiormente le ginocchia, e quindi teoricamente più pericolosi, sono sci, calcio, rugby, pallavolo e pallacanestro. Anche gli incidenti stradali, automobilistici o motociclistici, sono una causa piuttosto comune di lesione ai legamenti.

La rottura è solitamente dovuta a una forte e violenta rotazione del ginocchio. Chiaramente, sia la forzata rotazione che la rottura del legamento causano dolore, che può essere più o meno intenso: per questo, non è sempre automatico che il paziente si accorga della gravità del trauma. Nelle ore successive si forma un versamento ematico, esternamente visibile come un ematoma gonfio e doloroso.

La funzionalità del ginocchio è in genere conservata, anche se l’articolazione è lassa, ossia poco sicura. L’attività sportiva ne potrebbe essere compromessa per l’insufficienza articolare e per il dolore sotto sforzo. Sottovalutare una lesione ai legamenti ha come prima conseguenza la compromissione della postura generale e, più a lungo termine, può dare origine a artrosi e lesioni al menisco.

L’intervento chirurgico serve per ricostruire il legamento crociato rotto. In genere ad essere operato è quello crociato anteriore, poiché quello LCP può guarire spontaneamente con un programma che prevede prima immobilizzazione e poi riabilitazione.

Gli esercizi preoperatori

Per favorire il recupero dopo l’intervento chirurgico, è utile che il paziente segua prima un programma di fisioterapia utile per:

  • insegnare a svolgere autonomamente una serie di esercizi che dovranno essere eseguiti nei primi 15 giorni dopo la chirurgia;
  • rinforzare la muscolatura, il cui tono sarà compromesso dall’operazione.

L’inizio tempestivo della fisioterapia preoperatoria evita anche di anticipare l’atrofia muscolare, che inizia a manifestarsi subito dopo il trauma: il paziente tende a riposare di più e a non forzare, anche in maniera del tutto inconscia, il ginocchio leso.

Sono tre gli esercizi più importanti, da ripetere lentamente e con regolarità. Per tutte le sessioni il paziente è sdraiato in posizione supina su un piano rigido, il lettino del fisioterapista oppure a casa sul pavimento con un tappetino.

  • Rinforzo del quadricipite: supini gambe tese e piedi a martello, contrarre i quadricipiti schiacciando le ginocchia. Mantenere ogni contrazione per almeno 10 e quindi rilasciare;
  • Flessione ed estensione del ginocchio: sempre nella medesima posizione iniziale, ma con il ginocchio sano piagato, strisciare a terra il tallone della gamba avvicinandolo il più possibile al gluteo. Mantenere il piegamento per qualche secondo.
  • Sollevamento a gamba tesa: sempre da supini, con il ginocchio sano piegato e il piede in appoggio, contrarre il quadricipite e sollevare a gamba tesa e piede a martello la gamba con la lesione.

Per tutti gli esercizi si dovrebbe eseguire una serie da 20 ripetizioni.

3 ottobre 2014
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