Legambiente premia l’innovazione ecologica

Anche quest’anno Legambiente ha deciso di premiare quelle società che si sono distinte per l’innovazione amica dell’ambiente. Sono infatti stati resi noti i nomi dei vincitori della XII edizione del Premio Innovazione Amica dell’Ambiente, un riconoscimento elaborato dall’associazione ambientalista con la partecipazione di Confindustria, Regione Lombardia, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Fondazione Cariplo e Camera di Commercio di Milano.

Per questa edizione si è scelto il tema “Territorio, imprese e cittadini”, con l’obiettivo di dimostrare come l’economia verde sia un’ottima scommessa per il futuro, soprattutto per la sua alta sostenibilità e il nuovo rapporto che la green-economy è in grado di stimolare tra città, territori e popolazione. Un rapporto che diviene ancora più pregnante in tempo di crisi, quando è necessario trovare altre modalità di sviluppo che considerino l’ambiente una risorsa preziosa anziché un mezzo da depauperare per tranne profitto.

Sono 8 le innovazioni del 2012 premiate, con un totale di 12 segnalazioni e 165 candidature, che spaziano dalla mobilità sostenibile all’energia intelligente, dalle startup digitali all’agricoltura high-tech, dal carsharing all’architettura di recupero. Di seguito, la lista:

  1. Bikedistrict – la mappa online del ciclista urbano: una comoda iniziativa con aggiornamenti in tempo reale, la mappa della viabilità e i tragitti più semplici per i ciclisti in quel di Milano;
  2. Bosch – linea Verde&Green School: un progetto industriale per aumentare l’efficienza e le performance ambientali dei macchinari produttivi, con tecniche per la riduzione del consumo energetico in termini di elettricità, gas, acqua e lubrificanti naturali;
  3. Car2Go – sistema mondiale di carsharing a flusso libero: un intervento di micromobilità urbana, pensato per avvicinare l’utenza al carsharing grazie a un parco vetture facile da noleggiare e riconsegnare;
  4. Carlsberg Italia – DraughtMaster Modular 20: un progetto per ridurre i costi ambientali della produzione della birra, dalla fase di infustamento fino alla distribuzione;
  5. Grow the Planet – start up digitale per l’autoproduzione agricola e la cultura ambientale: una nuova società italiana digitale, impegnata nella distribuzione social delle informazioni più congrue all’autoproduzione agricola, dalla semina fino al consumo degli ortaggi;
  6. Laboratorio di architettura – Brennone 21: un’interessante iniziativa per il recupero a “carbon zero” dell’edilizia di base, valorizzando i vecchi edifici dal punto di vista energetico;
  7. Lelli & associati architettura e Magazè srl – proposta di abitare collettivo: abitazioni di multiproprietà recuperate da ex aree industrializzate o zone di campagna, con un recupero low cost e un target orientato ai giovani;
  8. Manifattura Maiano SpA – RecycleTherm Km0: un sistema di riciclo e di riutilizzo consapevole dei materiali industriali, per la realizzazione di un prodotto isolante con approvvigionamento a corto raggio.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha commentato con entusiasmo il risultato dell’iniziativa, che dimostra come l’Italia sia in pole position nello sviluppo e nella transizione verso le tecnologie verdi. Un percorso che sembra coinvolgere particolarmente il Nord, con una candidatura ogni tre, e che dimostra alla governance come non si possano più rimandare gli investimenti in green economy:

«Le realtà premiate oggi dimostrano la vitalità di una parte del Paese che ha accettato la sfida della Green Economy e che puntando su innovazione e ricerca riesce a competere creando occupazione qualificata. L’impresa responsabile e sostenibile che coniuga tecnologia e ambiente è l’impresa del futuro perché puntando sul rispetto del territorio, sulla qualità e sulla valorizzazione delle nostre risorse migliori porta a uno sviluppo equilibrato e duraturo. Per sostenere e promuovere questo tipo di sviluppo dovremmo però investire molto di più in innovazione e ricerca. Settori in cui l’Italia risulta essere tra le ultime in classifica destinandogli solo l’1,27% del Pil, meno della Spagna (1,38%) e della Repubblica Ceca (1,53%), e lontanissima dai paesi capofila come la Finlandia che destina al futuro ben il 3, 96% del Pil».

16 dicembre 2012
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