Brutte notizie da Legambiente anche per il Tevere. La foce del fiume sembra essere il luogo più inquinato di tutto il Lazio, con valori di Escherichia Coli superiori addirittura di 40 volte quelli consentiti dalla legge. Non solo Ventotene quindi, ma anche la foce del famoso fiume ha ricevuto la temuta “bandiera nera“, con almeno altri 14 siti nel territorio laziale che nel rapporto verrebbero definiti “punti critici”.

La situazione sullo sbocco marino del fiume romano resta a ogni modo la più grave, con attualmente da risolvere anche il problema di una nuova moria di pesci. Sul banco degli imputati Comune di Roma e Acea, il gestore delle risorse idriche. Lorenzo Parlati, presidente Legambiente di Roma e Lazio, esprime una profonda preoccupazione al riguardo:

Basta foci sporche, con questi numeri e questo caldo il rischio di inquinamento microbiologico è elevato anche per le zone limitrofe. Da nord a sud il litorale e il mare laziale corrono troppi rischi, vanno fermate le macchie di liquami galleggianti e le morie di pesci, rilanciando gli investimenti della Regione Lazio per fognature, depurazione e risparmio idrico.

Scendendo nello specifico riguardo la situazione del fiume capitolino, lo stesso Parlati aggiunge che:

Non si possono sopportare per decenni foci così maltrattate, il biondo Tevere dentro Roma diventa una cloaca, un malato in attesa di cure che non arrivano, con depuratori malfunzionanti come quello a nord della capitale recentemente sequestrato. Ma questi problemi si ripetono tali e quali in tutto il Lazio con fognature miste e inadeguate e nessuna politica per il risparmio idrico.

Non solo Tevere però nel Lazio, ma casi di gestione sconsiderata anche a Fiumicino, al litorale di Anzio e a Pomezia. Nella località che ospita il noto scalo internazionale, i cittadini sono alle prese con dure battaglie a difesa del territorio. Prima fra tutte quella contro il raddoppio proprio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci, seguita dal porto posizionato alla foce del Tevere e dalla proposta di situare una discarica e un inceneritore nell’area di Palidoro.

Ad Anzio invece il provvedimento che scatena le preoccupazioni di Legambiente, scaturite nella bandiera nera al progetto, è stata l’idea dei “pennelli antierosione”. Le 15 opere frangiflutti, della lunghezza di 100 metri e poste a 200 m. una dall’altra, a quanto viene riferito sarebbero prive delle relative autorizzazioni ambientali. A Pomezia il problema risiede invece in un provvedimento piuttosto singolare, che prevede premi in caso di “delocalizzazione sulla costa” di immobili.

13 luglio 2011
I vostri commenti
Fag, mercoledì 13 luglio 2011 alle11:31 ha scritto: rispondi »

hmm

Claudia, mercoledì 13 luglio 2011 alle10:41 ha scritto: rispondi »

Che tristezza!Anche perchè ricordiamo che escherichia coli è un batterio fecale...e non aggiungo altro!!!

Elisabetta, mercoledì 13 luglio 2011 alle10:34 ha scritto: rispondi »

ma scherziamo? E' una cosa ignobile! Ma queste persone lo sanno che di MONDO  C'E' SOLO QUESTOOOOOOO!!!!!!!! BASTAAAAAA!

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