Legambiente: è allarme per il mare e le coste italiane

Non c’è solo il cemento ad assediare e a deturpare il paesaggio e l’ecosistema marino di molte regioni italiane, ma a farsi avanti, in senso negativo, sono anche altri problemi, come l’inquinamento e l’abusivismo, senza contare le trivellazioni delle compagnie petrolifere che stanno mettendo a soqquadro diverse zone d’Italia.

L’allarme è stato lanciato da Legambiente alla presentazione di Mare Monstrum 2011, il consueto rapporto annuale presentato oggi in occasione del lancio di Goletta Verde che serve a fare il punto della situazione dei mari e dei paesaggi costieri del Paese, dove emerge un quadro di certo non idilliaco legato più che altro all’alto numero di attività illegali (ma non solo quelle) che deturpano l’ambiente rovinando l’equilibrio di interi ecosistemi marini di estrema importanza per la biodiversità di molte regioni.

Legambiente ha sottolineato soprattutto la crescita dell’abusivismo sulle coste, spiegando come la Campania sia in vetta in questa classifica, con una media di 4 reati per ogni chilometro di costa controllata, cifre che la pongono ben oltre la pur alta media italiana che si attesta su 1,6 reati per chilometro. A questo si aggiunge poi l’aumento dei reati di inquinamento e cattiva depurazione, che vedono segnare in Italia un +44,3% rispetto all’anno precedente.

L’associazione ambientalista si è detta inoltre molto critica con la politica del Governo, puntando il dito senza mezze misure verso i ministri Giulio Tremonti e Michella Brambilla, criticati per la decisione di vendere le spiagge italiane. Ma a essere accusato è anche il Ministero dell’Ambiente, che ha tenuto, a detta di Legambiente, un atteggiamento un po’ troppo superficiale nella valutazione dell’impatto ambientale dovuto alla concessione dei permessi per le trivellazioni rilasciati alle compagnie petrolifere.

Il risultato di tale comportamento fa sì che dalle Egadi alle Tremiti si siano registrati notevoli danni all’ambiente dovuti proprio a questo tipo di operazioni, aspetto che, se si considera l’inquinamento dovuto alla pessima abitudine di scaricare in mare i rifiuti, compresi quelli di materiale plastico, lascia ben capire la situazione in cui l’ambiente costiero italiano versa, protetto al momento solamente dal lavoro isolato di alcune amministrazioni locali e dalla dedizione dei volontari ambientalisti.

22 giugno 2011
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