Sono sicuramente impressionanti i dati contenuti nel dossier 2011 sul Consumo di Suolo presentato a Milano da Legambiente e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica. Secondo quanto pubblicato, infatti, una superficie di territorio pari a due volte la città di Brescia scompare ogni anno inghiottita dall’avanzata del cemento e succede solamente prendendo in considerazione le regioni di Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Sardegna.

Sono circa 10.000 ettari di territorio che ogni anno vengono sottratti al verde o all’agricoltura per ospitare complessi residenziali, strade o stabilimenti per l’industria, per un danno del patrimonio naturalistico che non può passare sicuramente sotto silenzio.

Le quattro regioni prese in considerazione dal rapporto sono, secondo quanto spiegato da uno dei curatori, Paolo Pileri del Politecnico di Milano:

Le uniche ad avere a disposizione dati e mappe che inquadrano lo stato attuale dell’utilizzo di suolo, mentre nel resto della Penisola c’è una preoccupante carenza di informazioni anche in grandi concentrazioni urbane come il Lazio o la Campania.

Si tratta quindi di un quadro parziale, che non riesce a fotografare in pieno la situazione in cui versa la tutela del territorio italiano nel suo complesso, ma sufficiente a far capire la portata e le possibili conseguenze di questo trend.

Ad essere danneggiata è ovviamente anche l’agricoltura, come sottolinea Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia:

Solo in Lombardia le urbanizzazioni hanno già causato la perdita di un quarto delle superfici agricole produttive e la costruzione di nuove autostrade, centri commerciali e capannoni sembra non arrestarsi, nonostante la crisi. Non esiste in Lombardia, come in Italia, una legge specifica sulla tutela del suolo. Dobbiamo lavorare in questa direzione per limitare lo sfruttamento di nuove aree e incentivare il recupero di quelle dismesse.

Legambiente propone quindi alle istituzioni di cambiare approccio all’urbanistica, promuovendo un progetto di legge di iniziativa popolare che è già stato sottoposto all’attenzione del Consiglio Regionale della Lombardia.

7 aprile 2011
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