Legambiente lancia un nuovo allarme smog che riguarda ben il 25% degli 88 capoluoghi italiani e che vede Torino come la città in cui il livello di PM10 (le cosiddette polveri sottili) risulta più alto dei limiti di legge per un periodo superiore al consentito.

La città piemontese vede i valori superiori ai limiti per 59 giorni all’anno in più rispetto ai 35 consentiti, ma questo è solamente l’emblema di una situazione che vede distinguersi, sotto questo aspetto, 35 grandi città italiane.

I dati sono stati rilevati da Legambiente e Lamiaaria.it e mettono in evidenza come il livello di PM10 sia tre volte più alto dei valori massimi stabiliti dalla legge nelle città di Vicenza, Ancona e Messina.

Ma non è solo la qualità dell’aria a riguardare l’allarme lanciato da Legambiente e basato sulla rilevazioni fatte dal Treno Verde gestito in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, ad essere oltre i limiti della tollerabilità è anche l’inquinamento acustico, che rende quasi invivibili molte delle principali città italiane.

La risposta suggerita dagli esperti è quella di un intervento del mondo politico in modo da favorire la creazione di un Piano Nazionale anti-smog, come afferma il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza:

Questi dati sono la triste conferma che c’è ancora molto da fare. Non È possibile aspettare ancora misure efficaci e risolutive. A cominciare dal Piano nazionale anti-smog, che il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo aveva promesso entro la fine di marzo, ma che ancora non È stato presentato.

Insomma la richiesta è quella di intervenire con iniziative forti, che magari si sommeranno ad altre già previste dai vari enti e da alcune aziende, come le Ferrovie dello Stato, che hanno annunciato l’arrivo del cosiddetto biglietto ecologico in grado di indicare il valore ambientale della scelta di viaggiare in ferrovia rispetto ad altri mezzi.

8 aprile 2010
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