Almeno 5 milioni di italiani vivono in aree esposte al pericolo di frane e alluvioni. Lo rivela l’edizione 2011 del rapporto “Ecosistema Rischio”, pubblicata da Legambiente in collaborazione con la Protezione civile. L’indagine è stata condotta sui 6.633 comuni italiane classificati a più alto rischio idrogeologico, verificando le misure di prevenzione adottate dalle amministrazioni e l’effettivo stato dell’edilizia cittadina.

L’85% dei comuni intervistati (ben 1.121) ha dichiarato la presenza sul proprio territorio di case e altri edifici costruiti su aree a rischio frana; il 56% dei comuni ha dichiarato di aver isolato fabbricati industriali in zone pericolose. Nel 31% dei comuni il rischio riguarda addirittura interi quartieri, mentre in un caso su 5 ad essere in pericolo sono strutture pubbliche come scuole e ospedali.

I drammatici eventi che hanno colpito di recente Liguria, Toscana, Sicilia, Calabria – commenta la direttrice generale di Legambiente, Rossella Muroni – sono solo le ultime tragiche testimonianze di quanto il territorio italiano abbia bisogno non solo di un grande intervento di prevenzione su scala nazionale ma anche di come la popolazione debba essere informata e formata ad affrontare gli eventi calamitosi.

Quello dell’informazione alla cittadinanza, in realtà, rappresenta un altro aspetto critico emerso da “Ecosistema Rischio 2011“. Solo il 33% dei comuni oggetto d’indagine ha attuato sul proprio territorio campagne di sensibilizzazione sul rischio idrogeologico, mentre appena il 29% ha organizzato prove ed esercitazioni per addestrare i cittadini alla gestione di una eventuale emergenza.

Va ancora peggio sul fronte delle delocalizzazioni: soltanto 56 comuni (il 4% del campione) hanno messo in atto azioni finalizzate allo spostamento di abitazioni dalle aree più a rischio e appena nel 2% dei casi gli interventi hanno riguardato insediamenti o fabbricati industriali.

Tra tante cattive notizie, comunque, spiccano alcune amministrazioni virtuose, anche se nessun comune ha raggiunto la classe di merito “ottimo” nella classifica elaborata da Legambiente. I migliori della classe sono risultati Peveragno (CN), Endine Gaiano (BG), e Senigallia (AN), con il punteggio di 8,5. Sonora bocciatura per Lagnasco (CN), che ha ottenuto un eclatante e gravissimo zero.

22 dicembre 2011
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