Pubblicato il rapporto Legambiente 2001 sulle cave italiane. I dati raccolti dall’associazione ambientalista sono molto interessanti e cadono a fagiolo all’interno del dibattito sulla finanziaria. L’Italia, infatti, a fronte di un’attività estrattiva senza pari in Europa, pure in tempi di crisi del mattone, avrebbe il livello di tassazione più basso. Dunque, un’opportunità economica senza pari per le casse degli Enti Pubblici; senza parlare dell’impatto ambientale di quest’attività così mal regolamentata:

Solo nel 2010 dalle 5.736 mila cave attive nel Bel Paese sono stati estratti quasi 90 milioni di metri cubi di inerti di cui circa la metà (43 milioni di metri cubi) in Lombardia, Lazio e Piemonte. Una ferita rilevantissima al paesaggio che riguarda 2.240 Comuni, a cui vanno aggiunte più di 13mila cave dismesse nelle regioni in cui esiste un monitoraggio, che arrivano facilmente a 15mila sommando quelle abbandonate di Calabria, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia.

A questo dazio terribile pagato dell’ambiente, si somma lo strazio definitivo delle 15 mila cave abbandonate e non più utilizzate. Vere e proprie ferite aperte nel territorio.

In Italia, ne deduce Legambiente, si estrae troppo. E le cause individuate sono essenzialmente due:

  • Una mancata legislazione nazionale cui segue una mancata tassazione adeguata. In molte regioni come la Basilicata, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna la “cavazione” è addirittura gratuita;
  • Una mancata politica di riciclo dei materiali edili, che in altri paesi europei ha raggiunto quote altissime superiori all’80%.

Ma Legambiente non si è fermata qui. Immaginando un livello di tassazione pari a quella inglese, ha calcolato le entrate potenziali per le casse di Stato ed enti locali per il 2010: 267.695.719 euro, contro i soli 36.149.550 guadagnati effettivamente.

L’associazione conclude invitando il Ministro Tremonti a dare un’occhiata a questi conti e pretendendo l’adozione per ogni regione italiana di un “piano cave”; troppe regioni, infatti, sono abbandonate in questo senso all’anarchia più assoluta.

7 luglio 2011
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