Anche Legacoop si schiera sul fronte dei critici del nuovo decreto rinnovabili. A suo dire – assolutamente in linea con gran parte delle voci emerse in questi giorni – troppe cose non vanno in questo Quarto Conto Energia, a cominciare da una mancato snellimento degli iter burocratici, cui si sommano tagli dei finanziamenti troppo drastici per il 2011.

Inoltre:

il Gruppo Energia di Legacoop, evidenziando come rimanga irrisolto il problema dei diritti acquisiti per i progetti sviluppatisi in coerenza con i regimi e le intensità di aiuto previste dal Terzo Conto Energia, ha richiesto che venga creato un “periodo ponte” che tenga conto degli impianti realizzati e ha sottolineato che il nuovo regime degli incentivi dovrebbe essere regolato, piuttosto che da cap mensili e da procedure ancor più burocratiche come il Registro Preventivo, da un trasparente meccanismo di adeguamento periodico e automatico degli aiuti in ragione dell’andamento dei costi industriali e di un “benchmarking” degli incentivi a livello europeo, ma senza tetti/cap quantitativi di nessun tipo.

A ciò si aggiunge la richiesta di una maggiore flessibilità nella definizione di “piccoli impianti”, laddove ci sia una forte coincidenza fra produzione e consumo energetico.

Per finire il grosso della critica si concentra sul metodo, accusando in maniera quasi esplicita l’esecutivo di eccessivo autoritarismo:

Riguardo al metodo, il Gruppo ha espresso contrarietà sulle modalità di consultazione messe in atto: dopo un primo incontro allargato a tutte le associazioni interessate il governo ha privilegiato il dialogo solo con alcune di esse, escludendo tutte le altre dal confronto.

L’auspicio è che in queste ultime ore il governo recuperi un dialogo con tutto il variopinto settore di associazioni e aziende, invertendo un senso di marcia eccessivamente “rigido” alle richieste espresse.

28 aprile 2011
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