“Il diritto di vivere liberi”: è questo il nome dell’iniziativa della Lega per la Difesa del Cane contro lo sfruttamento degli animali nei circhi, una raccolta firme che avrà luogo l’8 e il 9 di dicembre in concomitanza con la Giornata Internazionale per i Diritti degli Animali.

Negli ultimi mesi si è sentito molto parlare di circhi e dell’ingiusto impiego degli animali – soprattutto esotici come elefanti, tigri e giraffe – negli spettacoli. Si tratta di esemplari strappati dal loro habitat naturale, non idonei all’addestramento, spesso costretti in condizioni di precarietà. Si ricorderà di certo al vicenda della giraffa scappata dal circo di Imola, poi stroncata per una dose elevata di sedativo.

La Lega Del Cane vuole porre l’accento sulle responsabilità governative dell’esistenza di circhi animali, un fatto anomalo in tutta Europa. Mentre i paesi dell’Unione, infatti, già da tempo hanno vietato l’impiego di animali per l’intrattenimento, l’Italia continua a non avere una normativa idonea. E, anzi, l’esistenza di questi circhi deriva proprio da specifiche sovvenzioni statali:

«La vita del circo dipende ormai indissolubilmente dai contributi statali, mentre la sua popolarità è in costante declino. La legge sul circo del 1968 riconosce alle imprese circensi una “funzione sociale” e tale status garantisce loro contributi che controbilanciano il continuo calo di spettatori. Ogni anno il ministero per i Beni Culturali elargisce agli spettacoli circensi cifre che oscillano dai 5 ai 7 milioni di euro, sovvenzioni di cui beneficiano un centinaio di circhi e che appartengono principalmente al capitolo di spesa del Fus, il Fondo Unico dello Spettacolo, lo strumento finanziario per sostenere le attività degli spettacoli dal vivo. Ma alle notevoli cifre di denaro devolute in favore di questo genere d’intrattenimento non corrisponde un’azione di controllo efficace rispetto ai casi di maltrattamento e/o di acquisizione e impiego di animali appartenenti a specie protette ed esotiche, poiché la legge proibirebbe, in tali casi, l’erogazione di qualsiasi sostegno economico: ciò di fatto non avviene.»

L’iniziativa prevede la sottoscrizione di una petizione, disponibile sia online su Firmiamo.it che nella maggiori città presso i banchetti preposti dalla Lega del Cane. Perché la libertà degli animali è un diritto e un dovere, così come ben spiega Roberto Marchesini,etologo e zooantropologo:

«Per un acrobata o un clown il circo è l’apogeo artistico, il sublime che si fa arte, per un animale è la caduta negli inferi, l’annichilimento della propria dignità esistenziale, il banale che testimonia il male».

5 dicembre 2012
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