Un nuovo caso di maltrattamento di animali proviene dagli Stati Uniti, per una vicenda rapidamente diffusasi in tutto il mondo grazie ai social network. Dopo l’episodio della cagnolina di quartiere rinvenuta con le fauci serrate dal nastro isolante, si verifica una situazione analoga: una giovane proprietaria di un quadrupede, infatti, avrebbe bloccato con il nastro adesivo la mascella del cane, secondo alcuni forse perché disturbata dal continuo abbaiare. La ragazza è stata tuttavia velocemente identificata dalla polizia, data la condivisione su Facebook di uno scatto relativo all’impresa.

Il tutto accade a Salisbury, nella Carolina del Nord, dove una giovane di venticinque anni è stata arrestata per il maltrattamento del suo cane. La ragazza, dopo aver legato le fauci dell’animale con del nastro isolante, ha pubblicato uno scatto della scena sulla piattaforma social Facebook, accompagnato dalla didascalia “hah hah”. A svelarlo, una nota diffusa dall’ufficio dello sceriffo di Rowan County.

Secondo quanto svelato da USA Today, le immagini del cane sarebbero state segnalate da ignoti alla polizia, così gli agenti hanno potuto raggiungere la proprietaria presso la sua abitazione e verificare le condizioni del cane. A quanto pare, la donna si sarebbe giustificata sostenendo di voler semplicemente scherzare, tanto da aver lasciato il nastro isolante sul muso del quadrupede giusto il tempo di scattare una fotografia. Dai commenti lasciati sui social, invece, si solleverebbe la possibilità l’adesivo sia stato usato per evitare l’abbaiare del quattrozampe, un’ipotesi su cui ancora si starebbe ancora indagando.

I servizi locali per la protezione degli animali non hanno trovato alcuna ferita sul cane, né alcun segno di negligenza per l’accudimento: l’esemplare godrebbe, infatti, di ottima salute. Per questo, nonostante l’accusa di comportamento scorretto nei confronti degli animali, il cucciolo non verrà probabilmente allontanato. Non resta, a questo punto, che attendere gli ulteriori sviluppi del caso, mentre sui social proseguono le polemiche.

2 ottobre 2015
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