Leccatine ed esternazioni di gioia: questo è il biglietto da visita del cane di affezione, il suo singolare modo di dimostrare al proprietario tutto l’amore che alberga nel suo cuore, la gratitudine per una vita insieme. Eppure da qualche tempo circola un allarme, che indica nel meccanismo della leccata la probabile causa di un’infezione molto grave, tanto da condurre a setticemia. Il recente caso di una donna inglese, una pensionata non fumatrice e bevitrice occasionale colpita dal batterio Capnocytophaga canimorsus, ne avrebbe favorito la sepsi lanciando così un vero allarme. Veicolo di trasmissione pare sia stato il suo piccolo cagnolino, un Levriero Italiano, che avrebbe trasmesso il batterio con una leccata. La notizia, riportata dal British Medical Journal Case Reports, sottolineerebbe però la particolarità del caso, quindi il ricovero immediato della donna.

La rivista avrebbe sottolineato come il batterio possa annidarsi nella cavità orale di cani e gatti, per poi essere trasmesso con una leccata solo in presenza di una lesione cutanea. Inoltre, come hanno specificato molti esperti – e tra questi il veterinario Marco Bonati di Lesmo (Monza) – l’infezione può essere causata da qualsiasi altro batterio favorendo:

[…]la setticemia e che questa patologia colpisce in particolare le persone che presentano un sistema immunitario già compromesso, è bene sottolineare che è sempre necessaria la presenza di una lesione cutanea, non necessariamente evidente.

I dati confermano che la possibilità di infettarsi e rischiare la setticemia è davvero molto bassa e improbabile, negli anni sono stati individuati solo 200 casi in tutto il mondo, ovvero a fronte di 7 miliardi di persone. Solitamente il batterio può diventare una possibile minaccia solo in presenza di pazienti particolarmente debilitati oppure immunodepressi, quindi con un quadro clinico già compromesso. Questo non deve perciò creare facili e immotivati allarmismi, oppure un’inutile psicosi, che potrebbero solo trasformarsi in pericolo per gli stessi quadrupedi. In concomitanza delle vacanze estive è importante informare nel dettaglio, per non favorire inutili abbandoni frutto di timori ingiustificati.

5 luglio 2016
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