Rifiuti elettronici: è allarme. Un rapporto dell’ONU, diffuso in queste ore, mette in luce quella che è una vera e propria emergenza legata al vorticoso aumento del cosiddetto “e-waste”, la spazzatura elettronica che, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, aumenterà notevolmente la propria quantità nei prossimi anni.

Le cifre parlano chiaro e indicano un aumento netto di questi rifiuti nei prossimi dieci anni, tanto che, nella sola India, si stima che questi aumenteranno di ben il 500% entro il 2020, quintuplicando quindi la loro attuale quantità.

Con l’aumento del consumo di prodotti elettronici quali telefonini, televisori, frigoriferi, console da gioco e quant’altro, aumentano le tonnellate di rifiuti derivanti da questi oggetti una volta dismessi, facendo aumentare il numero delle tossine emesse nel momento in cui l’e-spazzatura viene bruciata nelle discariche.

Per questa ragione si sente la necessità di definire un piano coordinato per la raccolta e il trattamento di questo tipo di rifiuti, come afferma il direttore esecutivo del Pnua, Achim Steiner:

Questo rapporto sottolinea l’urgenza di definire un processo ambizioso, formale e regolato per la raccolta e la gestione dei rifiuti elettronici grazie alla creazione in Cina di grandi ed efficienti complessi creati ad hoc.

Il rapporto diffuso dell’ONU sostiene che, sempre entro dieci anni, Cina e Sudafrica vedranno un aumento di rifiuti elettronici pari al 400% in più della quantità prodotta nel 2007, mentre valutando la situazione odierna, emerge come siano gli USA il primo produttore al mondo di questo tipo di riufiti con 3 milioni di tonnellate all’anno, seguiti dalla Cina che arriva a quota 2,3 milioni.

23 febbraio 2010
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