Quando l’uomo diventa un elemento di disturbo, gli animali agiscono di conseguenza. È questo il risultato di una ricerca sulle tigri del Nepal, che dimostra come anche i tanto feroci felini siano perfettamente in grado di adattarsi e convivere con gli umani, rei di aver rovinato il loro habitat naturale. Come il tutto è possibile? Semplice: le tigri hanno iniziato a vivere di notte, così che le loro attività non vengano intralciate da nessuno.

Lo studio è stato condotto dal Chitwan National Park nel biennio 2010-2011, con l’aiuto di oltre 75 telecamere sparse nei luoghi di frequentazione delle tigri e con la supervisione degli scienziati dell’Università del Michigan. La ricerca ha rivelato come i felini approfittino dei percorsi artificiali creati dall’uomo, come strade e sentieri, ma solo durante la notte evidentemente per non incrociare presenze indesiderate. E si è smentita, così, una credenza da anni consolidata nel mondo scientifico.

Proprio perché animali delicati e sempre a rischio di estinzione, si è sempre creduto che le tigri non fossero in grado di adattarsi ai mutamenti dell’ambiente. All’uomo e alle tigri servono le stesse risorse, quindi la presenza umana nel loro habitat è sempre stata considerata estremamente negativa. Si tratta di una concezione, tuttavia, che risulta poco malleabile nella realtà dei fatti: di certo in una riserva, o in un’oasi protetta, si può garantire agli animali una vita libera dalla pesante mano degli uomini. Ma che fare in quelle zone ad alta densità, come appunto Chitwan in Nepal, dove le popolazioni si sono insediate da secoli? Sono gli stessi ricercatori a spiegarlo, per bocca del ricercatore Niel Carter:

«Se operiamo all’interno della conoscenza tradizionale, che spiega come le tigri possano sopravvivere unicamente in uno spazio a loro esclusivamente dedicato, ci sarà sempre un conflitto. Le tigri hanno bisogno di risorse e gli umani hanno bisogno delle stesse risorse. A Chitwan, tuttavia, le tigri hanno dimostrato una capacità d’adattamento affinché la convivenza sia possibile. Sembra esserci una terra di mezzo dove è realmente possibile proteggere le specie animali e fornire l’accesso agli uomini ai beni della foresta necessari alla loro sussistenza. Se questo fosse il caso, e se dovesse ripetersi anche in altri luoghi, il futuro delle tigri è di certo più roseo di quanto lo sarebbe stato altrimenti».

5 settembre 2012
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