Il processo finalizzato all’integrazione degli impianti per la produzione di energia basati sull’uso di fonti tradizionali, attraverso l’impiego di sistemi alternativi, è avviato ma non a ritmi sufficienti da garantire una completa autonomia quando i giacimenti di petrolio saranno esauriti. È questa la poco rassicurante conclusione alla quale sono giunte due ricercatrici californiane, con uno studio pubblicato sulle pagine della rivista Environmental Science & Technology.

Secondo i dati diffusi dal World Energy Outlook dell’International Energy Agency, il nostro pianeta ha raggiunto il picco di produzione dell’oro nero nel 2006, iniziando poi un percorso di decrescita che porterà le scorte ad esaurirsi tra circa 45 anni. Sarà allora necessario affidarsi principalmente a fonti rinnovabili, ma se le cose non cambieranno, queste non saranno in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale prima del 2141 (ovvero tra 131 anni), stando all’analisi citata poc’anzi.

Il calcolo si basa sulla teoria che le azioni di chi investe a lungo termine in un progetto siano piuttosto indicative sull’andamento delle aziende. Analizzando l’impegno del mercato in questo ambito, le due ricercatrici sono giunte alla conclusione che per accelerare il processo di adozione delle nuove tecnologie in ambito energetico servono interventi significativi del mondo politico e istituzionale, così da favorire la crescita dell’interesse rivolto dalle società e dai consumatori in questo settore.

16 novembre 2010
I vostri commenti
mela, sabato 20 novembre 2010 alle1:01 ha scritto: rispondi »

chi vivrà vedrà ma prima o poi con questi ritmi avremo seri problemi miglioni di anni per produrlo decine di anni per consumarlo, avremo altre conseguenze purtroppo molto più gravi dell'esaurimento del petrolio, vorrà dire che torneremo a camminare come facevano i nostri nonni

ziomaul, giovedì 18 novembre 2010 alle0:43 ha scritto: rispondi »

Gli esperti ci hanno azzeccato con il 2005/2008 perchè (leggete i rapporti) era il Picco, ovvero quando il consumo è uguale alla produzione, la Crisi Petrolifera avverrà verso il 2030/2035, ovvero quando il petrolio salirà alle stelle e questo diminuirà i consumo consentendo la Penuria nel 2130 circa. Purtroppo la non conoscenza dei termini tecnici da parte di alcuni (troppi) giornalisti fanno capire "Roma per Toma". Un questo rapporto si dimentica o si sottovaluta, forse volutamente o forse pessimisticamente, i grandi progetti in corso per il mondo come il progetto Desertec e "Drago Solare" e ben 4 mega-progetti USA. Dunque c'è speranza che per il 2030 le rinnovabili sostituiscano il 100% dell'energia. Ciao

Ratamusa, mercoledì 17 novembre 2010 alle21:42 ha scritto: rispondi »

Con il ritmo di sostituzione, la politica energetica, l'innovazione e tutto il resto, secondo me è stata dimenticato qualche zero in quella data...

Karl_36, mercoledì 17 novembre 2010 alle12:01 ha scritto: rispondi »

Ma i cosiddetti "esperti" non avevano previsto la fine del petrolio entro il 2005? Chissà se stavolta ci azzeccano? Ne riparleremo tra 131 anni!

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