Chi da bambino non ha mai voluto possedere una casa sull’albero, perché affascinato da fiabe, cartoni animati e film a tema? La casetta di legno nascosta fra le fronde è di certo uno dei desideri che accomuna i piccoli di tutto il globo, tuttavia ben si presta anche ai gusti degli adulti. Sì, perché un’abitazione sugli alberi non è solo un rifugio di assi e compensato costruito alla buona da papà, ma anche una vera e propria dimostrazione artistica da parte di designer e architetti.

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Residenze private, hotel, resort improvvisati per godersi lo spettacolo delle stelle: è questo l’universo delle case sugli alberi declinate al mondo adulto. E i materiali non mancano di certo di stupire perché – oltre al classico legno, rigorosamente riciclato – si trova spazio per il vetro su porte e finestre, metallo lavorato per terrazze mozzafiato, mattoni recuperati da demolizioni, plastica, gomma e pneumatici riciclati dall’industria dell’automobile.

La HemLoft Treehouse, ad esempio, è una sorta d’uovo dotata di tutti i comfort, costruita in quel del Canada da un ingegnere informatico in pensione. La Muskoka, in onore dell’omonimo lago dell’Ontario, è invece un progetto elegantissimo creato dal designer Lukasz Kos: dotata di due piani, è un’abitazione a tutti gli effetti. La Minister’s Treehouse, nel Tennessee, è invece un concentrato di piani e stanze dal look antico, una sorta di ibrido tra il mondo delle fiabe e la casa dei fantasmi.

Scale a chiocciola e design asimmetrico per la Three Story Treehouse della British Columbia, mentre la Eco-Friendly Treehouse della Costa Rica punta alla semplicità, al riciclo e all’autonomia anche energetica.

Originalissima la Treehouse for Birds and People, in quel del Giappone, una casetta divisa in due “appartamenti” distinti affinché uccelli e uomini possano vivere senza disturbarsi l’un l’altro, spiandosi però vicendevolmente. Altrettanto originale è la Senior Center Turned Treehouse, in Belgio, con la sua atipica pendenza. E che dire della mimetica Mirror Treehouse, ricoperta interamente di specchi così da nascondersi nella foresta? Vi è poi il nido d’uccello della svedese The Bird’s Nest, la mongolfiera del Yellow Treehouse Restaurant, un locale sugli alberi in Nuova Zelanda capace di ospitare fino a 18 coperti, la UFO Treehouse per attendere i rapimenti alieni e la Teahouse Tetsu per immergersi nel candido rosa dei fiori di ciliegio giapponesi. Insomma, nemmeno gli appassionati più esigenti potranno resistere a così tanto stile.

28 luglio 2013
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