Patate fritte amiche della salute se cucinate con olio d’oliva. Una novità che potrebbe far migliorare, almeno in parte, la reputazione non certo ideale di cui godono ora i fritti. A sostenerlo una ricerca condotta dal Dipartimento di Scienze Alimentari della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli Federico II.

Le patate fritte sembra vengano arricchite dall’olio d’oliva di preziosi polifenoli, antiossidanti in esso contenuti che contribuiscono a ritardare l’invecchiamento. Un’ottima notizia per tutti gli amanti di questo piatto e di quello che è uno dei maggiori vanti dell’Italia. Lo studio della Federico II ha evidenziato come, ad una temperatura di frittura compresa tra i 180 e i 200 gradi C, per ogni 100 grammi di alimento fosse possibile estrarre dai 3 agli 8 mg di antiossidanti.

>>Scopri come mangiare sano grazie a 10 alimenti che fanno bene alla salute

Un beneficio che sembra sia garantito dal rilascio, da parte dell’olio d’oliva impiegato nella frittura, di una porzione degli antiossidanti a maggiore tasso di idrosolubilità. A rendere noti i risultati dei test il Consorzio olivicolo italiano Unaprol, che attraverso il presidente Massimo Gargano sottolinea come:

L’olio extra vergine di qualità resiste alle elevate temperature meglio di altri oli alimentari per il basso contenuto di componenti polinsaturi e per la presenza di antiossidanti, anche dopo diverse ore di frittura continua.

21 gennaio 2013
I vostri commenti
Arcorona Mr, martedì 12 febbraio 2013 alle19:18 ha scritto: rispondi »

questa è proprio una "buona" notizia

Silvano Ghezzo, martedì 22 gennaio 2013 alle4:01 ha scritto: rispondi »

I nutrizionisti l'hanno sempre sostenuto,   inoltre raccomandano di usare l'olio di frittura per una sola volta. Forse in ambito familiare il consiglio avrà ascolto, ma dubito fortemente che lo sia nei pubblici ristoranti.

Lascia un commento