Che l’energia eolica sia la più temuta e odiata dai negazionisti del riscaldamento globale è cosa nota. Con la grande potenza che può sviluppare un parco eolico in uno spazio relativamente piccolo e senza emettere un solo grammo di CO2 durante il suo funzionamento è anche normale che l’energia del vento sia l’obiettivo preferito di chi nega che il mondo si stia riscaldando.

Ecco, allora, che un nuovo studio pubblicato su Nature diventa l’ultimo cavallo di battaglia della lobby antieolica. La ricerca si intitola “Impacts of wind farms on land surface temperature” e mostra che, nei pressi di un parco eolico, la temperatura sale di 0,72 gradi centigradi in media. Lo studio, però, specifica che ciò sia dovuto al rimescolamento dell’aria causato dalla rotazione delle pale. La turbina eolica, in pratica, girando mischia aria calda e fredda e fa salire leggermente la temperatura a terra.

Ugo Bardi, presidente della sezione italiana dell’ASPO, mette però in guardia da una lettura approssimativa, o peggio interessata, di questo studio:

Ovviamente, tuttavia, i negazionisti climatici ci sono andati a nozze appena hanno visto una possibilità di dir male delle odiate energie rinnovabili. […] Ma queste sono pure fesserie: le pale eoliche non sono motori termici, l’energia del vento si deve conservare – si può solo trasferire da una zona a un’altra dell’atmosfera. Purtroppo, però, queste cose vengono sempre capite al contrario da chi parte prevenuto nei riguardi delle rinnovabili. Aspettiamo allora con fiducia che la leggenda delle pale eoliche che cambiano il clima terrestre appaia anche nei siti dei nostri negazionisti climatici

Lo studio citato da Bardi, poi, fa il paio con un’altra ricerca di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa e che dimostra come l’energia prodotta dagli impianti eolici è sempre più sostenibile man mano che le dimensioni dei parchi, o quelle di ogni singola turbina, vanno crescendo.

Piuttosto sarebbe bene notare un’altra cosa, che vale anche per il fotovoltaico e non solo per l’eolico. In questi mesi stiamo assistendo allo smantellamento delle politiche di incentivazione da parte dei governi europei e americano nei confronti dell’energia rinnovabile. Tuttavia, allo stesso tempo, stanno arrivando i primi impianti in grid parity, cioè economicamente sostenibili anche senza incentivi.


Ma sono impianti molto grandi, da centinaia di megaWatt e di ettari di superficie. Ora, una volta finiti gli incentivi alle rinnovabili, l’argomento del peso dell’energia pulita sulle bollette dei consumatori verrà a cadere e sarà necessario trovarne altri per combattere lo sviluppo di eolico e fotovoltaico. Aspettiamoci, quindi, una nuova stagione di controinformazione negazionista basata su studi che dimostrano, o dimostrerebbero, che le rinnovabili non fanno bene all’ambiente e al clima.

2 maggio 2012
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