Le città americane inquinano meno dei sobborghi

Il centro di analisi Center for Neighborhood Technology (CNT) di Chicago ha rilasciato un interessante studio sul grado di inquinamento per trasporti prodotto dalle zone centrali delle città americane in confronto ai sobborghi. L’elemento innovativo dello studio è il confronto dei dati non su basi assolute, come spesso fatto in passato, ma rapportato al numero di abitazioni per area. Lo studio è stato fatto monitorando con attenzione i trasporti in 55 aree metropolitane negli Stati Uniti e misurando le emissioni di anidride carbonica derivante dai veicoli.

Da questa analisi si evince che l’inquinamento per trasporti è maggiormente causato (su base relativa cioè per abitazione) dai sobborghi che non dalle aree attorno al centro. Le emissioni delle persone che vivono in città e vicinati ristretti possono essere quasi del 70% inferiori a quelle delle persone che vivono nei sobborghi, come si evince benissimo dalla mappa di inquinamento relativo per abitazione prodotta dalla CNT per l’area metropolitana di Philadelphia.

“Le città sono più efficienti per locazione – e quindi le destinazioni chiave sono più vicine a dove la gente vive e lavora”, ha scritto Scott Bernstein, presidente della CNT nel sommario dello studio, “Le città richiedono meno tempo, denaro, carburante ed emissione di gas serra per residente per far fronte ai bisogni di viaggio quotidiani. La gente può camminare, andare in bicicletta, condividere la macchina, prendere trasporti pubblici. I residenti delle città e delle comunità compatte generano meno CO2 per casa della gente che vive in comunità più disperse, come molti sobborghi o aree remote”.

“Se stai decidendo dove vivere, considera il trasferimento in un’area urbana. Aiuterai a combattere il riscaldamento globale emettendo meno CO2. Ed è probabile che guiderai di meno, perderai meno tempo nei trasporti risparmiando anche 5000 dollari l’anno”, conclude il CNT.

La ricerca appena presentata mostra anche che i costi di trasporto medi variano molto da posto a posto da una minimo del 14% dei totali ricavi annui per casa nelle zone con piccole comunità ad un massimo del 28% dei propri ricavi nelle zone extraurbane dove sia il lavoro che i negozi sono molto più dispersi.

1 giugno 2009
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