Bruciare alberi per produrre energia termica ed elettrica è probabilmente peggio che bruciare petrolio o gas. O, almeno, lo è nel breve periodo. Questa sarebbe la valutazione espressa dal Joint Research Centre (JRC) della UE in un rapporto non ancora pubblicato ma anticipato da EurActiv.

Secondo il JRC, in pratica, usare la biomassa forestale per rientrare negli obbiettivi europei del 20-20-20 è un errore strategico perché, nell’immediato, aumenta invece che diminuire le emissioni complessive di CO2. Il discorso è abbastanza semplice: se brucio un albero di cent’anni immetto in atmosfera tutto il carbonio assorbito da quella pianta in un secolo e, contemporaneamente, tolgo di mezzo un grosso albero che assorbe CO2 per vivere. Ma prima che un altro albero riesca a ottenere gli stessi risultati in termini di assorbimento del carbonio ci vorranno sempre cento anni, perché deve crescere.

Non è certo una grande intuizione quella del JRC, è un po’ la scoperta dell’acqua calda: le biomasse forestali non sono altro che un “prestito di carbonio”, che onoreremo tra diversi decenni e che quindi non dovremmo conteggiare nel bilancio della CO2 in ottica 20-20-20.

Tuttavia EurActiv ha dovuto faticare parecchio (ha dovuto fare una richiesta in base alla direttiva FoI sulla Freedom of Information e ha atteso 4 mesi per una risposta) per ottenere tale studio che, a quanto pare, non è stato pubblicato per banali problemi di copyright. Assai improbabili, a dire il vero.

Molto più probabile, invece, che lo studio sia rimasto nel cassetto della Commissione Europea perché, di fatto, suggerisce di cambiare completamente la politica comune di incentivazione delle biomasse forestali.

Più o meno come si sta iniziando timidamente a fare per i biocarburanti, con la nuova direttiva in fase di approvazione. Per i biofuel, in pratica, si è scoperto che se incentivi quelli sbagliati alla fine le emissioni crescono invece di diminuire.

24 ottobre 2012
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I vostri commenti
GattoVizzato, giovedì 29 gennaio 2015 alle20:23 ha scritto: rispondi »

E chi mai vorrebbe bruciare giganti secolari ? Sono le colture arboree a rapida crescita e frequente ceduazione le colture adatte (da noi, ad es. pioppo, robinia pseudoacacia, etc). Che crescono ragionevolmente in 10 anni (1/10 del tempo indicato), e molto bene in 15 anni

federica, lunedì 8 settembre 2014 alle17:10 ha scritto: rispondi »

sì, ma se brucio alberi coltivati di 10 anni in 10 anni??

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