Le auto elettriche non decollano senza incentivi

In Europa l’auto elettrica arranca e non solo per problemi “strutturali”. Uno studio Standard&Poor’s dimostra come l’avvento di tale tecnologia potrà imporsi nel vecchio continente solo grazie a cospicui e intelligenti aiuti statali. Sotto accusa, allora, non soltanto i Paesi come il nostro dove manca una seria politica di aiuti statali, ma anche quelli in cui questi aiuti ci sono ma non sono “coerenti”.

Infatti, se la Germania sta sviluppando sistemi di incentivi all’acquisto, oltre a finanziare la ricerca, la Francia sta puntando verso la diffusione di colonnine per la ricarica. Secondo il rapporto perché questi sforzi portino davvero a qualcosa, dovrebbero essere coordinati e non “in ordine sparso”.

Sul ritardo dell’Italia bisogna forse ricordare un punto fondamentale. Che le auto elettriche siano davvero il futuro, soprattutto nel breve-medio periodo, non lo credono in moltissimi e fra i più scettici abbiamo proprio la Fiat. Basterebbe richiamare alla mente una qualsiasi delle dichiarazioni dell’AD Sergio Marchionne sull’argomento, per spiegare anche l’atteggiamento prudente dei nostri politici.

E l’analisi Standard&Poor’s sembra dare ragione proprio alla politica FIAT (e non, per fare un contro esempio, quella di Renault), considerando difficile una penetrazione nel mercato della tecnologia elettrica fino al 2020. Tra i problemi da risolvere, la mancanza di standard acquisiti, soprattutto sul fronte metodo di ricarica delle batterie. Il rischio, però, è quello di rimanere indietro una volta che il boom del mercato avrà effettivamente luogo.

17 giugno 2011
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