La cura all’infertilità maschile potrebbe provenire dalle alghe. Uno studio condotto dall’Università Federico II di Napoli ha mostrato come la tradamixina, un composto antiossidante naturale, possa aumentare il numero di gravidanze se associato a un antiestrogeno.

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Il composto sarebbe rilevabile in alcune alghe: la somministrazione porterebbe a un 41% di gravidanze in più rispetto ai dati rilevabili dalla semplice assunzione dell’antiestrogeno. Inoltre, le sostanze contenute nell’estratto naturale aumenterebbero anche la motilità progressiva degli spermatozoi, favorendo così il processo di fecondazione. Lo studio, pubblicato su The Journal of Steroids & Hormonal Science, ha dimostrato come siano ben 13 le gravidanze in più fra il gruppo di pazienti sottoposto alla nuova cura rispetto all’insieme di coppie di controllo.

L’infertilità coinvolge oggi il 15% delle coppie in età riproduttiva, le cause sono al 25% da rilevarsi in problemi dell’apparato riproduttivo maschile. Importante sarebbe il ruolo dello stress ossidativo sulla produzione seminale, perché ridurrebbe la capacità degli spermatozoi di raggiungere e fecondare l’ovulo. Solo in Italia, sono oltre 2 milioni le coppie che manifestano problemi nel raggiungimento di una normale gravidanza.

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La tradamixina, così come riporta un articolo di qualche tempo fa di Max, deriva dall’alga Ecklonia Bicyclis e, combinata alla pianta Tribulus Terrestris e alla glucosamina del granchio, aiuterebbe le funzioni riproduttive dell’uomo, sia a livello di produzione di spermatozoi che di mantenimento dell’erezione. Il composto sarebbe stato brevettato e distribuito da un’azienda farmaceutica svizzera.

10 giugno 2013
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