Lavorare più di 55 ore alla settimana aumenta di molto il rischio di sviluppare problemi cardiaci anche gravi. Un recente studio ha dimostrato che le persone che lavorano tanto hanno il 40% in più di possibilità di soffrire di un battito cardiaco irregolare rispetto a coloro che lavorano 35-40 ore alla settimana.

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La ricerca dello University College London ha coinvolto più di 85 mila persone sia nel Regno Unito che in Scandinavia. Ha provato che lavorare in eccesso durante la settimana sottopone al pericolo di sviluppare con maggiore probabilità la fibrillazione atriale nel corso di 10 anni.

Quest’ultimo è un disturbo del ritmo cardiaco che soltanto nel Regno Unito colpisce un milione di persone. Come conseguenze si possono avere l’ictus, l’insufficienza cardiaca e la demenza. Tra più di 4 mille persone analizzate che lavoravano 55 ore a settimana, l’incidenza della fibrillazione atriale è stata di 17,6 su ogni mille pazienti.

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Il coordinatore della ricerca ha spiegato che il rischio potrebbe restare anche quando vengono adeguati altri fattori, come l’obesità, il fumo o l’abuso di alcol. Inoltre è stato trovato che 9 casi su 10 si sono verificati in persone che non soffrivano di malattie cardiovascolari preesistenti.

Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere quali siano di preciso i meccanismi coinvolti. Gli studiosi hanno fatto presente che per una persona giovane e sana soggetta a minori fattori di rischio il pericolo è piccolo.

Se intervengono altri elementi, come l’età avanzata, il diabete, la pressione alta, il colesterolo alto, il sovrappeso, il fumo, l’inattività fisica o malattie cardiovascolari croniche, il pericolo può essere veramente determinante.

18 luglio 2017
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