I maltrattamenti sugli animali sono sempre all’ordine del giorno. Secondo quanto rivelato dalla ricerca Zoomafia 2012 della LAV, in Italia si verifica un reato animale ogni ora, per una media di 24 atti di crudeltà al giorno. Protagonista di queste azioni illegali, senza troppe sorprese, è la criminalità organizzata.

Ogni ora le procure di tutta Italia aprono un fascicolo per un reato sugli animali, che riguardano non solo maltrattamenti, ma anche commercio di specie vietate, combattimenti illegali, importazione illecita e molto altro ancora.

Al primo posto vi sono le corse di cavalli clandestine: nell’ultimo anno sono 7 quelle bloccate, 179 le persone arrestate e 94 i cavalli sequestrati. Seguono i combattimenti fra cani – spesso organizzati da esponenti della criminalità minorile – e il traffico di cuccioli via Web, con 350 cani bloccati alle frontiere, 39 denunciati e un valore economico dei sequestri di 563.000 euro.

Stupisce anche il dato sulla “cupola del bestiame”, ovvero allevamenti illeciti di esemplari da carne, macellati senza alcun rispetto delle norme di sicurezza e quindi potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori. La criminalità organizzata da tempo sta cercando di inserirsi nella filiera dell’allevamento, per aumentare a dismisura il numero dei capi per azienda e provvedere a macellazioni spartane, senza nessun riguardo né per la salute dei bestiami né per quella dell’uomo.

Ricco è anche il settore delle specie esotiche: oltre al commercio di esemplari protetti – o parti di essi, come l’avorio delle zanne degli elefanti – è il mare a subire i maggiori reati. La pesca di frodo, spesso eseguita con appositi esplosivi per uccidere il maggior numero di pesci nel minor tempo possibile, pare essere il settore più gettonato. Come sottolinea la LAV, si tratta di dati certamente preoccupanti, ma che potrebbero nascondere una realtà ancora più grave: i numeri si riferiscono ai reati effettivamente denunciati, ma non è data sapere l’intensità del sommerso.

3 luglio 2012
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