I test dolorosi sugli animali non accennano a finire, anzi, sarebbero in netto aumento. Questa la denuncia fatta dalla LAV, Lega Anti Vivisezione, dopo un’attenta analisi dei dati forniti dal Ministero della Salute e relativi al biennio 2008/2009. Subito invertito l’andamento del rapporto precedente, quando seppur in maniera lieve risultavano in calo gli esperimenti.

Adesso i numeri parlano di sperimentazione sugli animali raddoppiate, sia nel caso di quelle didattiche che di quelle in cui non è previsto l’uso dell’anestesia. Una pratica barbara che costringe i poveri animali a pene terribili e spesso prolungate. Quello che sorprende maggiormente è che si tratta di autorizzazioni “in deroga”, ovvero specificamente approvate in quanto si tratta di esperimenti limitati per legge.

Passiamo ai numeri. A scopo didattico, i 141 casi registrati nel biennio precedente risultano aumentati fino a 204, da sommarsi inoltre ai 350 test svolti senza l’impiego di sostanze anestetizzanti. Un eccessivo utilizzo dello strumento della deroga visto che il DL 116/92, come riportato in una nota diffusa dall’associazione: “sancisce che questi dovrebbero rappresentare l’eccezione in quanto regolamentate in modo restrittivo”.

Dura la critica verso gli sperimentatori e il Ministero della Salute da parte della biologa Michela Kuan, responsabile nazionale LAV settore vivisezione, riportata dal Corriere.it:

In Italia il principio per il quale il metodo alternativo deve essere preferito all’impiego di animali, stabilito dall’articolo 4 del Decreto Legislativo 116/92 in materia di protezione degli animali usati a fini sperimentali – denuncia Kuan – viene del tutto ignorato sia dall’utilizzatore di animali che dal ministero della Salute: una situazione che va peraltro a tutto danno della ricerca biomedica italiana e che riteniamo debba essere presto cambiata. Un’inversione di rotta indispensabile anche alla luce del recepimento della nuova direttiva 2010/63 Ue: un’occasione che non deve essere assolutamente sprecata dal ministero e dagli enti governativi per supportare in Italia una nuova ricerca all’avanguardia, che tuteli i pazienti umani ma anche gli animali.

2 settembre 2011
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I vostri commenti
Kal El, martedì 6 settembre 2011 alle8:08 ha scritto: rispondi »

Forse hai ragione Noretta...senz'altro comprare prodotti cruelty free quantomeno toccherà le loro tasche, vediamo se ascolteranno almeno quelle!

Noretta, lunedì 5 settembre 2011 alle13:35 ha scritto: rispondi »

non credo che il popolo animalista rimanga indifferente a tale problematica; è solo che c'è un po' di rassegnazione (sbagliatissima) dopo le tante lotte che le associazioni animaliste e la Lav hanno portato avanti senza nessun successo, con porte chiuse in faccia anche dal Parlamento europeo. Forse girano troppi interessi economici dietro la sperimentazione e nessun governo è disposto a vietare l'utilizzo di poveri animali per tali torture!Comprate i prodotti Cruelty Free!!!!!

Kal El, lunedì 5 settembre 2011 alle8:48 ha scritto: rispondi »

Non capisco le persone alle volte, compreso il cosiddetto "popolo animalista". Quasi venti commenti all'articolo sui gatti cacciati in Svizzera e qui appena due persone? Valgono forse meno tutti quei poveri piccoli che vengono maltrattati e torturati per garantire a qualche sciacquetta o qualche rudere che vuole sembrare giovane una crema "ipoallergenica" o "priva di sostanze irritanti"? Tornando al tema dell'articolo, ma possibile che anche nel caso della ricerca medica, davvero così tanti casi non potessero essere risolti senza utilizzare animali?

Luisa, venerdì 2 settembre 2011 alle13:34 ha scritto: rispondi »

Non è neppure più economico secondo me! Inoltre secondo studi fatti da medici veterinari inglesi i risultati ottenuti su esperimenti fatti sugli animali non si possono neppure considerare attendibili, visto che lo stress indotto all'animale va ad inficiare la validità dei test!!!

Claudia, venerdì 2 settembre 2011 alle13:09 ha scritto: rispondi »

Povere stelle! il problema di questa legge è che la ditta che sperimenta chiede l'autorizzazione al ministero della salute e quest'ultimo autorizza la sperimentazione magari senza neppure verificare se realmente l'impiego di animali d'affezione sia indispensabile! Parliamoci chiaro, la legge italiana considera un animale un bene materiale...non come un essere vivente. Figuriamoci se gliene frega qualcosa del povero cane/gatto che viene torturato! Tra l'altro il decreto legislativo 116/92 dice espressamente:"L'art. 8 conferisce al Ministro della Sanità la facoltà di autorizzare alcuni interventi di sperimentazione su certe categorie di animali: a) quelli di cui alla Convenzione di Washington; b) i primati non umani, i cani ed i gatti in deroga e soltanto quando non vi sia altra soluzione scientificamente praticabile. Il punto 3 dell'art. 8 prevede che il Ministro della Sanità per inderogabili necessità possa autorizzare esperimenti a scopo didattico." Secondo me oggi come oggi le alternative alla sperimentazione sugli animali ci sono, il problema è che per le ditte è più "economico" testare su un cane randagio, piuttosto che sperimentare in vitro dove si vanno ad aggiungere anche i costi dell'attrezzatura da utilizzare!!!

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