Fino al 14 gennaio la LAV organizza un presidio presso il Ministero della Salute, per chiedere maggiore chiarezza sulla norma restringi-vivisezione in un periodo, quello dell’ultimo mese, accesissimo sul fronte del dibattito sulla sperimentazione animale. La preoccupazione è che il decreto italiano non abbia ben recepito le disposizioni europee sui limiti al ricorso degli animali a scopi di ricerca.

La nostra protesta non ha niente a che vedere con l’essere a favore o contro la sperimentazione sugli animali. In questo caso, noi chiediamo solo che venga rispettata una legge dello Stato, sulla quale il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, si era espressa positivamente la scorsa estate.

Queste le parole di Gianluca Felicetti, presidente della LAV, nello spiegare le motivazioni della protesta e della mobilitazione degli animalisti. La legge analizzata sarebbe la 96/2013, di cui LAV chiede il rispetto dell’articolo 13 della legge di delegazione europea, dove vengono stabiliti dei limiti all’attività di sperimentazione. Così sottolinea Michela Kuan, responsabile LAV per il settore vivisezione:

L’articolo 13 della Legge di delegazione europea 2013, pur non vietando la sperimentazione sugli animali, introduce almeno qualche vincolo e piccoli cambiamenti temuti dalla lobby vivisettoria, e da quei ricercatori ancorati al passato e a metodi alimentati da falsi stereotipi.

In particolare, l’accento è sull’obbligo di anestesia, il divieto di sperimentazione per fini didattici, l’incentivazione di metodi alternativi quando possibile. Così continua Felicetti:

Lo schema di decreto legislativo sulla vivisezione, firmato dal ministro Lorenzin e con il quale i contenuti dell’articolo 13 diventeranno legge, mette in pericolo dieci dei tredici punti in questione, in molti casi ignorandoli totalmente, in altri, come nel caso del divieto di sperimentazione a fini didattici, allargando la platea dei soggetti per i quali la restrizione non si applica.

Se quanto stabilito dall’articolo 13 della legge delega non fosse recepito come richiesto, l’associazione animalista si dice pronta a ricorsi alla Corte Costituzionale. Nel frattempo, il dibattito sulla sperimentazione animale – da non considerare comunque come sinonimo di vivisezione – continua su tutti i canali informativi, soprattutto quelli della Rete. Gli scambi tra sostenitori e contrari al metodo continua senza sosta e i toni sono sempre più accesi: si pensi al recente caso di Caterina, la ragazza affetta da malattie genetiche insultata e minacciata perché a favore della sperimentazione. Pur esprimendo solidarietà alla ragazza per le ingiurie subite, LAV ricorda come il confronto dovrebbe spostarsi su orizzonti comunque più equilibrati, perché i “pur qualificati pareri contrari all’uso di animali nella ricerca” sarebbero “per lo più marginalizzati” sui media.

9 gennaio 2014
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LAV
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