Sovraffollamento, animali mutilati e spazi non idonei. È quanto riporta LAV nel denunciare maltrattamenti rilevati in un allevamento di maiali, destinati alla produzione di prosciutti. L’associazione ha infatti rilasciato alcuni scatti e video, ideati per mostrare le condizioni di vita non consone a cui diversi suini sarebbero stati sottoposti, nell’ambito della campagna europea #ENDPIGPAIN di Eurogroup for Animals, con la richiesta d’intervento da parte dei Ministeri competenti.

I materiali mostrano i maiali in condizioni igieniche precarie, costretti in spazi ristretti tali da determinare sovraffollamento, alcuni dei quali affetti da infezioni non curate e afflitti da altre situazioni di disagio. Le immagini, registrate qualche settimane fa, sarebbero state riprese all’interno di un allevamento della provincia di Cremona che, come riporta il sito ufficiale dell’associazione, “farebbe parte del circuito di produzione del Prosciutto di Parma”.

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In particolare, LAV denuncia la presenza di diversi animali che presentavano la mutilazione della coda, una pratica pensata per rimuovere parte della stessa per evitare venga morsa da altri esemplari. Le normative europee prevedono che questa soluzione non possa essere applicata in modo routinario, ma solo in deroga qualora altre misure preventive non abbiano avuto successo.

L’associazione, secondo quanto riportato dal Corriere, avrebbe quindi segnalato l’allevamento in questione alle autorità competenti. Sempre sulla stessa testata, nonché sul sito ufficiale di LAV, è inoltre disponibile il commento del vicepresidente Roberto Bennati:

Non sarebbe la prima volta che vengono documentate condizioni tremende negli allevamenti di suini per la produzione del prosciutto e queste nuove immagini confermano che anche la produzione che lavora sotto il disciplinare del prosciutto di Parma, che, infatti, non prevede specifici requisiti relativi al benessere degli animali nel proprio disciplinare, in realtà non determinano condizioni di vita migliori. Sono immagini che testimoniamo condizioni inaccettabili per qualsiasi consumatore. Il Consorzio del prosciutto di Parma spieghi ora queste condizioni e chiarisca, inoltre, ai propri consumatori perché vengono effettuate mutilazioni come la castrazione senza anestesia, il taglio della coda di routine e la limatura dei denti.

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Così come già accennato, l’inchiesta giunge nell’ambito della campagna europea #ENDPIGPAIN di Eurogroup for Animals che, tramite il sito attivo in 15 paesi EU, propone una petizione rivolta ai ministri competenti a livello europeo affinché le mutilazioni, tra cui la castrazione senza anestesia, vengano bloccate. Per l’Italia, la petizione è indirizzata al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin:

Nel nostro Paese milioni di maiali sono allevati in condizioni drammatiche. Secondo il Censimento Agricoltura ISTAT nel 2010 in Italia il 77% dei suini era allevato in stabilimenti con più di 2000 animali: oltre 7 milioni di suini in soli 1.187 stabilimenti, più della metà dei quali in Lombardia, mentre oltre l’84% dell’intera popolazione suina si concentra in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto.

23 maggio 2017
Fonte:
LAV
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