LAV contro Prestigiacomo: leggi più dure contro il bracconaggio

La caccia è da sempre uno degli argomenti più caldi quando si parla di diritti degli animali e rispetto dell’ambiente. Se per molti cacciatori si tratta di una tradizione che permette all’uomo di riscoprire il suo contatto con la natura, per molti animalisti non è che una barbarie da abolire o, per lo meno, da limitare fortemente.

E, dato l’innegabile danno creato alla biodiversità, di limiti legali ne esistono tanti; ma tanti sono anche coloro che decidono di cacciare infischiandosene. Quello del bracconaggio è, in effetti, una delle più gravi realtà che minacciano i boschi del nostro Paese.

Proprio le nuove regole su bracconaggio e caccia volute dal Ministro Stefania Prestigiacomo non convincono le associazioni ambientaliste e, in primo luogo, la LAV che ravvisa una diminuzione delle pene nei confronti di chi uccide lupi o orsi. Il Ministro si è comunque difeso:

Nessun allentamento delle tutele degli animali protetti è previsto nel testo, nessun alleggerimento di pene per i bracconieri. Appare fuori luogo poi il riferimento ad animali come gli orsi o i lupi che continuano a godere di una tutela di carattere speciale, prevista dalla normativa sulla caccia che resta pienamente in vigore e non è stata modificata dal provvedimento. Il provvedimento ha semmai ampliato le tutele prevedendo sanzioni penali per tutte quelle specie che, pur essendo riconosciute come protette nell’ambito di direttive europee, non erano esplicitamente indicate nella nostra normativa sulla caccia che riguarda solo alcune specie di mammiferi e uccelli. Siamo quindi in presenza non di una riduzione della difesa degli animali ma di un incremento della protezione che non può non emergere a una lettura attenta del testo normativo e che recepisce in pieno le indicazioni delle commissioni parlamentari.

La LAV ha però notato come con il nuovo impianto normativo abbia creato una situazione di confusione. Infatti, proprio il reato “contro animali protetti” va a sovrapporsi al già esistente reato di uccisione di animali, ben più pesante e che rischia di non essere più tenuto in considerazione:

Al ministro Prestigiacomo e ai suoi consiglieri sfugge il fatto che nel nostro ordinamento giuridico esiste da sette anni il reato di uccisione di animali previsto dall’articolo 544bis del codice penale il quale, grazie al suo decreto legislativo pubblicato il primo agosto in Gazzetta Ufficiale, rischia di non essere più applicato nei casi di uccisione di animali protetti, proprio come finora è stato fatto nei casi di bracconaggio a danno dell’orso.

Insomma, orsi e lupi d’Italia siete avvertiti: da oggi potreste essere meno protetti.

5 agosto 2011
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