LAV: calo delle adozioni di cani in Italia

In Italia aumenta il numero dei cani in canile, mentre diminuiscono le adozioni. È quanto rivela LAV nell’indagine 2018 sul randagismo, così come riporta l’agenzia di stampa ADNKronos, nell’analizzare la condizione dei quadrupedi in cerca di una casa sullo Stivale.

Nel corso del 2017, ben 114.866 sono stati i cani accolti in rifugio, con un aumento del 9.26% rispetto all’anno precedente. Scendono in modo preoccupante le adozioni, con 3.704 quadrupedi in meno, mentre a livello geografico il Sud risulta molto più problematico rispetto alle altre zone d’Italia. Nelle regioni settentrionali il fenomeno del randagismo risulta infatti contenuto, mentre nel Mezzogiorno i dati sono rilevanti. Dopo aver raccolto le informazioni da Regioni e Provincie Autonome, in merito alle strutture esistenti e al numero di animali ospitati, è infatti emerso come il 72% degli esemplari – pari a 82.342 – risieda nelle regioni meridionali.

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Nel corso del 2017, 91.021 cani hanno fatto il loro ingresso nei canili sanitari: di questi, solo il 38% è stato restituito ai proprietari. A livello geografico, nel Sud e nelle Isole solo il 6% viene riconsegnato, mentre nel Centro Italia e al Nord le percentuali sono rispettivamente del 39 e del 69%. Uno scoglio è rappresentato dalla mancata registrazione all’anagrafe canina di moltissimi quadrupedi, un fatto che rende quindi difficile l’identificazione dei proprietari. I canili sanitari in Italia sono 1.200, distribuiti al 33% al Sud, al 37% al Nord e al 19% al Centro.

Nel frattempo, sempre dall’analisi dell’anagrafe canina, è aumentato il numero dei cani del 12.3%, pari a 1.159.409 esemplari in più, con la Lombardia in testa sul fronte delle registrazioni. Aumenta però la performance del Centro e del Sud Italia, con un aumento delle registrazioni del 122% in Umbria, dell’88% nelle Marche, del 44% in Sicilia e dell’11% in Abruzzo.

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Più complessa è la gestione delle colonie feline: sono 7.934 quelle registrate al Sud, contro le 53.944 del Nord, così come la sterilizzazione dei gatti randagi, rispettivamente a 15.000 e 54.000 esemplari.

Il calo delle adozioni, come specificato in apertura, è sensibile nel corso dell’ultimo anno. A pesare, secondo l’associazione, i prezzi elevati su cure veterinarie e cibo che, ancora oggi, vedono un’IVA al 22% come qualsiasi altro tipo di bene di consumo. Nel frattempo, LAV ha richiesto al Ministero della Salute un Piano Nazionale di Prevenzione del Randagismo, per la raccolta di dati completi sulle registrazioni, nonché incentivi e rimborsi per chi decide di adottare un animale.

30 agosto 2018
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