Qualche giorno fa, per le vie di Bruxelles, è girata una fila di macchine, che per una volta non si limitavano a rilasciare nell’aria gas di scarico, ma al contrario sfilavano in sostegno dell’ambiente. La singolare sfilata di otto vetture è stata organizzata da Greenpeace International, per dimostrare ai vertici politici dell’Unione Europea che automobili a bassa emissione esistono.

L’intervento si unisce ad un dibattito che prosegue da diversi mesi tra Unione, lobby automobilistica e associazioni ambientaliste. Tema del contendere è la capacità tecnologica delle auto di raggiungere i limiti massimi di emissioni che il Parlamento Europeo vorrebbe imporre alla produzione. La teoria delle grandi case produttrici europee è che per raggiungere i risultati proposti sia necessario del tempo per sviluppare adeguati standard tecnologici. La sfilata dell’associazione ambientalista ha voluto intendere questa teoria, mettendo in strada per Bruxelles esempi di auto in grado di rispettare i limiti proposti.

La normativa in questione vorrebbe portare a 130g per km il livello massimo di emissione delle autovetture. A fondamento della sua protesta Greenpeace ha pubblicato un manuale in cui elenca dieci semplici soluzioni tecnologiche per ridurre i consumi in un’automobile. Da un sistema elettronico per tenere spento il motore quando la vettura è ferma, a sistemi di ottimizzazione del peso; da accorgimenti aerodinamici a componenti del motore votati all’efficienza.

E la conferma arriva da un secondo documento, che riporta i dati del giornale Quattrotuote elencando decine di automobili già in commercio in grado di rispettare i vincoli proposti. Una piccola conferma che la tecnologia per ridurre le emissioni o arginare i problemi spesso esiste, ma a volte il vero nodo risiede nella volontà politica. Tutto sta a vedere se l’Europa saprà dare adeguata risposta, come domanda in maniera creativa un video lanciato in rete in questi giorni da un gruppo di associazioni.

16 settembre 2008
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