La diffusione dell’auto elettrica potrebbe trovare presto un valido alleato nell’energia eolica e in quanti spingono per un suo impiego di massa, ma non si tratterebbe di un “favore” disinteressato della prima verso la seconda, bensì di un rapporto quasi “simbiotico” del quale sarebbero un po’ tutti a trarre a vantaggio, ambiente in primis ovviamente.

Questo scenario è stato mostrato dal rapporto “Using Electric Vehicles to Meet Balancing Requirements Associated with Wind Power”, un nome lungo quanto evocativo che mette in risalto i possibili vantaggi che le due tecnologie potrebbero offrire da una loro coesistenza. Il rapporto, preparato dal Pacific Northwest National Laboratory facente capo al Dipartimento per l’Energia degli USA, ipotizza come l’auto elettrica possa essere una valida soluzione al principale problema che da sempre riguarda l’energia eolica: la difficoltà di gestire i picchi di energia e di stoccare efficacemente l’energia prodotta in questi frangenti senza che vada sprecata.

L’eolico sfrutta infatti la potenza del vento, che, com’è risaputo, non ha una portata costante. Ciò comporta che nei giorni in cui l’intensità del vento è bassa si ha una calo dell’energia prodotta, mentre quando questa intensità aumenta si assiste a un aumento della produzione tale da sovraccaricare la rete e che, se fosse conservata, riuscirebbe a bilanciare la produzione complessiva sopperendo ai momenti in cui i venti deboli non riescono ad assicurare un certo fabbisogno. Questa ovviamente sarebbe una condizione ideale, ma non è sempre così e anzi, molto spesso, l’energia prodotta nei momenti di picco viene definitivamente persa per via dell’inadeguatezza delle strutture destinate al suo immagazzinamento.

Ebbene, una possibile soluzione potrebbe arrivare dalle auto elettriche, le cui batterie potrebbero andare a costituire questo famoso “magazzino di stoccaggio” dell’energia in eccesso, facendo sì che nulla di questa preziosa risorsa vada sprecato. Si tratta quindi di creare un sistema in grado di gestire i tempi di ricarica in maniera intelligente, concentrando l’erogazione della corrente alle batterie delle vetture nei momenti di sovrapproduzione, aiutando a bilanciare così la produzione di energia che arriva da una fonte rinnovabile come l’eolico.

Un simile potenziale è stato sottolineato dallo studio americano, che nel proporre le sue soluzioni si è basato sull’osservazione di sette stati del nord-ovest degli USA: Montana, Nevada, Idaho, Oregon, Wyoming e Washington, tutte zone molto ventose e per questo tra le più utilizzate per la produzione di energia eolica. Secondo gli scienziati, in queste zone si potrebbe produrre entro il 2019 ben 10.000 megawatt di energia, sufficiente a fornire la carica per 2,1 milioni di veicoli elettrici.

Si tratta di una grossa quantità di energia che, se sfruttata in maniera intelligente, ad esempio tramite l’installazione di punti di ricarica pubblici in grado di gestire la fornitura in funzione dei picchi, potrebbe comportare un notevole risparmio economico e soprattutto di emissioni, dato che si tratterebbe di far circolare un parco veicoli molto ampio con energia pulita al 100% e anche rinnovabile.

21 settembre 2011
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