Fra le tante varietà di lattuga disponibili sul mercato, quella brasiliana riscuote sempre un ottimo successo, soprattutto nei mesi invernali. Molto croccante e resistente, si caratterizza per un’ottima consistenza al palato, nonché per la presenza gustativa importante. Ma come coltivarla in orto oppure in vaso?

La brasiliana segue la gran parte delle procedure di coltivazione già note per le altre varietà di lattuga, di conseguenza risulta un ortaggio davvero facile da coltivare. In ogni caso, prima di procedere, è meglio chiedere consiglio al fornitore di semenze di fiducia per verificare la propria zona di residenza offra le peculiarità climatiche adatte alla crescita.

Cosa sapere prima di coltivare la lattuga brasiliana

La Lactuca Sativa è un genere di piante appartenente alla alla famiglia delle Compositae: di norma, l’ortaggio è utilizzato per insalate, contorni e altre ricette vegetali ed è, inoltre, molto diffuso nella dieta mediterranea. Il genere è rappresentato da ortaggi biennali, dalle foglie basali e disposte in raggruppamento circolare, con testa compatta. Sebbene alcune tipologie possano raggiungere anche i 150 centimetri d’altezza, la lattuga viene consumata molto prima di questa crescita e della fioritura. All’interno di questo genere, inoltre, si contano moltissime varietà, di cui cinque maggiormente diffuse sul mercato: la classica cappuccina, la batavia, la romana, quella da cespo e la brasiliana. Quest’ultima, chiamata a volta anche Iceberg, si caratterizza da teste molto compatte e pesanti, con foglie dalla consistenza carnosa e globulosa, arricciate sulle estremità e particolarmente croccanti al palato. Data la buona resistenza agli eventi climatici, la brasiliana è spesso coltivata per il consumo autunnale e invernale, data anche una raccolta che può proseguire fino a novembre inoltrato.

Il clima ideale è quello mediterraneo, non eccessivamente caldo ma nemmeno troppo incline alle gelate, con un’esposizione soleggiata ma riparata da eventuali fenomeni atmosferici di elevata intensità. Essendo una pianta rustica, tuttavia, presenta una buona adattabilità: la coltivazione avviene dalla primavera fino all’autunno inoltrato, per una raccolta che va da giugno fino ai primi giorni di dicembre.

Il terreno preferito è quello morbido e drenante, anche se la pianta può adattarsi facilmente ad altre configurazioni. Non sono necessari grandi interventi di fertilizzazione ma, per assicurarsi un raccolto davvero rigoglioso, può essere utile ricorrere alla rotazione delle colture oppure a concimi organici come compost e letame. In questo caso, utile sarà anche una blanda opera di vangatura per garantire una diffusione uniforme delle sostanze nutritive nel terreno.

Le necessità d’acqua variano a seconda del periodo di coltivazione, anche se non sono mai esagerate. In primavera e in autunno possono essere più che sufficienti le precipitazioni. In estate, invece, si potrà provvedere anche a cadenza quotidiana, preferendo le prime ore della mattina oppure il tramonto. L’annaffiatura deve prendere come riferimento l’aridità del terreno: se ancora inumidito, non è necessario procedere.

Coltivazione in vaso e in orto

La lattuga brasiliana può essere facilmente coltivata sia in orto che in vaso, anche se quest’ultima modalità è decisamente rara, poiché non sarà possibile raccogliere molti esemplari per il consumo.

In ogni caso, la predisposizione del contenitore è molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di ghiaia e cocci, per favorire il deflusso dell’acqua, quindi il tutto andrà riempito con un terriccio morbido e arricchito con compost. In giardino, come già accennato, può essere utile una blanda opera di vangatura.

La coltivazione può avvenire per semina o tramite il trapianto delle piantine. Nel primo caso, soprattutto in orto, si procede con la tecnica dello spaglio, affinché i semi siano ricoperti solo di un leggero strato di terriccio. Alla prima apparizione dei germogli, di conseguenza, sarà necessaria una blanda opera di diradamento, sia eliminando gli esemplari più deboli che ordinando le distanze tra un esemplare e l’altro. Qualora si preferissero le piantine, largamente disponibili in tutti i negozi dediti alle forniture per orto, si praticano delle buche di grandezza sufficiente per accogliere la pianta con tutto il suo apparato radicale, dopodiché si mantiene una distanza di circa una quindicina di centimetri tra un esemplare e l’altro. La raccolta avviene quando i cespi avranno raggiunto una grandezza sufficiente per il consumo, anche dopo una quarantina di giorni.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione delle erbacce e delle piante infestanti, la pacciamatura nei periodi più freddi dell’anno, nonché il controllo di insetti, parassiti e piccoli roditori.

28 novembre 2015
Lascia un commento