Il latte di soia è una bevanda di origine naturale che si ottiene dai semi di soia interi oppure dalla farina. Secondo la normativa vigente, il regolamento UE numero 1308 del 2013, non è corretto utilizzare per questa bevanda il termine “latte”: questa dicitura andrebbe riservata ai prodotti della mungitura. Per questo motivo le etichette dei prodotti in commercio riportano la dicitura “bevanda a base di soia”.

I semi di soia essiccati vengono posti in acqua e lasciati ammollare per almeno 12 ore a temperatura ambiente. La soia così reidratata viene finemente macinata e addizionata di acqua, per ottenere una bevanda discretamente liquida. In media il rapporto tra la quantità di acqua e quella della soia è 10:1. Il composto ottenuto non è ancora pronto per essere commercializzato: verrà prima bollito, per sterilizzarlo e migliorarne l’aroma, e infine filtrato per eliminare il residuo insolubile.

Questo alimento è di uso comune nelle popolazioni di origine orientale mentre nei nostri supermercati è un prodotto piuttosto nuovo. Il latte di soia e le altre bevande di origine vegetale sono una valida alternativa per chi soffre di intolleranza al lattosio o chi, per motivi etici, ha scelto di seguire il regime alimentare vegano, escludendo dunque gli alimenti di origine animale.

Il latte di soia è un alimento interessante dal punto di vista nutrizionale: vediamo quali sono le sue caratteristiche e come è possibile utilizzarlo nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata.

Caratteristiche nutrizionali

Il latte di soia è una bevanda poco calorica: una porzione da 100 ml, circa mezzo bicchiere, apporta 32 kcal. Per tale motivo è indicato anche a coloro che stanno seguendo un regime dietetico ipocalorico.

Questa bevanda di origine vegetale è costituita per la maggior parte di acqua, che ne rappresenta circa il 90% del peso. I carboidrati sono presenti in quantità trascurabile, mentre grassi e proteine costituiscono l’1.9% e il 2.9% del peso rispettivamente. La fibra alimentare residua è minima. Il latte di soia è privo di colesterolo e la frazione grassa è costituita da soli grassi insaturi.

Le proteine del latte di soia sono ricche di amminoacidi essenziali e apportano una elevata quantità di lisina, utile a completare il valore nutrizionale delle proteine dei cereali. Questa considerazione è utile a chi sceglie il latte di soia per il primo pasto del mattino: una porzione di questa bevanda, consumata con una fetta di pane – magari integrale – con un velo di marmellata, è una colazione sana ed equilibrata.

Il latte di soia contiene anche una buona concentrazione di isoflavoni, che hanno dimostrato di essere efficaci nel controllo dei sintomi tipici della menopausa, soprattutto le vampate di calore.

Interessante anche l’apporto di alcuni micronutrienti: questa bevanda apporta una discreta quantità di minerali, soprattutto potassio, ferro, calcio e fosforo e vitamine B1, B2, B3. Tutti questi micronutrienti sono presenti in quantità minime: in una porzione da 100 ml il calcio è solo l’1.3% della quantità giornaliera raccomandata per questo minerai, il ferro solo il 5% e il fosforo il 6%. La stessa considerazione vale per le vitamine.

Quando consumarlo

Il latte di soia, come già evidenziato, è un alimento indicato a coloro che soffrono di intolleranza al lattosio o seguono la dieta vegana.

Tuttavia è un alimento, e anche un ingrediente, che tutti possono introdurre nella propria dieta, anche per migliorare le caratteristiche nutrizionali delle ricette. Un dolce, ad esempio, che preveda tra gli ingredienti sia il burro che il latte vaccino, potrebbe essere preparato sostituendo quest’ultimo con il latte di soia: ci sarà una interessante riduzione del contenuto di colesterolo nella ricetta finita. La stessa qualità vale per una besciamella o altre salse base.

12 novembre 2015
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