L’Italia regolamenta il latte materno al pari di un farmaco salvavita. Seguendo l’esempio della Francia anche il nostro Paese stabilisce delle direttive ministeriali per le Banche del Latte umano. Una soluzione studiata soprattutto per quei neonati sottoposti dopo il parto a terapia intensiva.

Viene quindi approvato attraverso un accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, secondo quanto inserito nel documento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, uno standard di qualità che uniformi i servizi offerti dalle Banche del Latte umano esistenti, presenti non soltanto in Italia (che pure si posiziona al vertice insieme alla Svezia) e Francia, ma anche nel resto d’Europa e negli USA. A capo del progetto di regolamentazione italiano il Dr. Enrico Bertino, direttore della Neonatologia universitaria della Città della salute e della scienza di Torino.

Le proprietà offerte dal latte umano possono offrire, sottolineano gli esperti, un’importante protezione per i neonati prematuri e sottoposti a terapia intensiva contro il rischio di enterocolite necrotizzante (Nec) e favorire una maggiore tollerabilità dell’alimento stesso.

Una valutazione riguardo l’importanza della protezione offerta rispetto all’enterocolite necrotizzante si evidenzia analizzando i dati relativi alla patologia, che interessa in media circa il 7% dei nati prematuri.

Grazie al latte umano di banca questa percentuale viene ridotta e compresa tra l’1 e il 2%. Ridotto anche il conseguente numero di morti legata a questa malattia, 21 se alimentati con latte artificiale e tra i 6 se nutriti con latte umano. Solo in Italia sono al momento in funzione 31 Banche del Latte umano, in grado di raccogliere (dati 2012, n.d.r.) circa 9.448 litri l’anno grazie all’aiuto di 975 madri donatrici.

4 marzo 2014
Lascia un commento