Il latte materno nei primi mesi non sarebbe più salutare di quello artificiale dato con il biberon e favorirebbe l’asma. Destinata a far molto discutere, la tesi è stata sostenuta dalla Dr. Cynthia Colen, della Ohio State University, secondo la quale sarebbero sovrastimate le proprietà benefiche associate all’allattamento al seno.

Analizzando dati longitudinali relativi a uno studio avviato nel 1979, il National Longitudinal Survey of Youth, la Dr.ssa Colen ha verificato le sue ipotesi sul latte materno su oltre 8.000 bambini. Di questi circa 1.700 facevano parte di coppie di fratelli alimentati in maniera differente (uno direttamente dalla madre e l’altro con latte artificiale).

Secondo quanto contenuto nei risultati ottenuti dallo studio, l’allattamento al seno mostrerebbe importanti differenze, positive, nei rilevatori di massa corporea oltre che in funzione della predisposizione verso obesità, asma e il possibile rendimento scolastico rispetto a chi è stato alimentato con latte artificiale.

Questa maggiore “prestazione” offerta dal latte materno si ridurrebbe però a zero, in almeno 10 indicatori, nel caso in cui il confronto sia fatto tra fratelli alimentati in maniera differente. Possibile quindi, conclude la Dr.ssa Colen, che siano maggiormente rilevanti nel futuro dei bambini fattori socio-economici quali etnia, livello d’istruzione e reddito dei genitori:

Non sto sostenendo che l’allattamento al seno non sia benefico, specialmente per stimolare la nutrizione e il sistema immunitario nei neonati. Se però vogliamo davvero migliorare la salute di madri e figli dobbiamo anche focalizzare l’attenzione su cose che possono farlo anche a lungo termine come migliori politiche di maternità.

27 febbraio 2014
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