Potrebbe venire dalla cultura popolare russa un rimedio efficace per rallentare il deterioramento del latte. I ricercatori hanno scoperto un fondamento scientifico nella tradizionale abitudine dei contadini russi di tenere una rana nel secchio del latte per ritardare i processi di decomposizione.

>> Scopri perché il latte sprecato inquina ogni anno come 20.000 auto

Quella che sembrava solo una mania bislacca pare invece essere un rimedio davvero efficace: la viscida pelle degli anfibi, infatti, secerne dei peptidi antimicrobici che evitano che il latte vada a male. In realtà, rospi e rane rane producono questi rimedi naturali non certo per fare un favore a contadini e allevatori, ma per tutelarsi dalle miriadi di microrganismi potenzialmente patogeni che popolano gli stagni e gli ambienti umidi in cui vivono.

La ricerca, condotta dall’Università di stato di Mosca, è stata pubblicata sull’American Chemical Society Journal of Proteome Research e ha permesso di individuare ben 76 diversi peptidi antibiotici sulla pelle delle rane (studi precedenti ne avevano scovati 21) alcuni dei quali si sono rivelati efficaci anche contro la salmonella e lo stafilococco. Al di là della possibilità di evitare che il latte si guasti, dunque, gli scienziati intravedono altre possibili applicazioni della scoperta.

Scrivono infatti i ricercatori:

Questi peptidi antimicrobici potrebbero essere potenzialmente utili per la prevenzione da agenti patogeni e ceppi resistenti agli antibiotici tradizionali, mentre la loro azione può anche spiegare l’esperienza tradizionale di popolazioni rurali che usavano le rane per migliorare la conservazione del latte.

11 gennaio 2013
Lascia un commento