Si è parlato spesso delle alternative al latte vaccino per chi soffrisse problemi di intolleranza oppure avesse scelto una dieta, come quella vegana, priva di prodotti di origine animale. E particolare interesse si manifesta nei confronti del latte di soia, le cui proprietà benefiche sono già state elencate, proprio perché uno dei cibi di punta dell’alimentazione veg. Nel precedente articolo si è fatto riferimento ai prodotti di origine commerciale sulla base delle marche più commentate sui social network – dal gettonatissimo Provamel all’altrettanto famoso Valsoia – ma che fare qualora si volesse produrre latte di soia in casa?

La ricetta del latte di soia non è di difficile realizzazione, ma potrebbe richiedere diversi tentativi prima di arrivare a un sapore paragonabile ai prodotti già pronti disponibili nei supermercati. Non ci si demoralizzi, quindi, se le prime prove dovessero risultare poco gradevoli al palato: la tecnica verrà affinata con il tempo.

Ingredienti

  • 160 grammi di soia gialla;
  • 1,5-2 litri di acqua;
  • sale e zucchero quanto basta;
  • vaniglia e cannella, opzionali.

Preparazione

Si parta immergendo la soia in un grande contenitore riempito d’acqua fresca: l’alimento deve qui rimanere per un’intera notte e l’acqua va cambiata almeno una volta. Il mattino seguente, i legumi dovrebbero mostrare delle dimensioni raddoppiate e risultare particolarmente morbidi al tatto. Se così non fosse, si lasci il tutto in ammollo ancora per qualche ora, altrimenti li si sgoccioli accuratamente.

Qualora si volesse rimuovere l’involucro esterno dei legumi – un processo non essenziale ai fini di questa ricetta – si inserisca nuovamente il tutto in acqua e, aiutandosi con movimenti dolci delle mani, si stacchino le parti in eccesso. In genere, la pelle esterna tende a galleggiare sull’acqua, mentre i legumi finiscono sul fondo. Sarà facile dividerli e raccoglierli.

Si prenda una pentola molto alta e la si riempia di due litri d’acqua, si versi la soia e con un frullatore a immersione – è sufficiente il classico minipimer – si cerchi di ridurre i legumi nelle porzioni più piccole possibili. Qualora si disponesse solamente del frullatore classico, si versi acqua e soia nel dosatore mantenendo le opportune proporzioni.

Superata la fase preparatoria, è tempo della cottura: la soia così sminuzzata e immersa in acqua deve essere portata a ebollizione per almeno 15-20 minuti a fuoco medio, facendo sempre attenzione ai fornelli perché l’acqua di cottura tende a fuoriuscire. Terminata la cottura, si predisponga un contenitore e, tramite l’aiuto di un colino a maglia finissima, si versi il tutto per separare i residui solidi da quelli liquidi. In alternativa, si può utilizzare il classico scolapasta purché ricoperto da un panno di cotone pulito. La fase di scolatura deve essere sempre effettuata con il latte caldo, quindi non bisogna lasciare passare troppo tempo tra la cottura e questa operazione. Si provi perciò la bevanda realizzata: si aggiunga zucchero a piacere e un pizzico di sale per togliere acidità e, qualora il sapore del legume fosse troppo forte, si ricorra alla cannella o alla vaniglia quanto basta.

17 settembre 2013
I vostri commenti
Alessia Calvaruso, giovedì 19 settembre 2013 alle5:26 ha scritto: rispondi »

È da anni Che mi alimento con il latte di Soia, ma qui negli Stati Uniti I vegani consigliano quello alle mandorle. Qual'è più benefico o più salutare? Cordialmente, Alessia Calvaruso

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