Il latte di riso è un valido sostituto di quello vaccino, sia per le persone intolleranti al lattosio, sia per chi ha scelto uno stile alimentare strettamente vegano. Si è già visto in un precedente intervento come il latte di riso sia un prodotto molto ricco di proprietà benefiche, soprattutto in termini di digestione, ma quali sono le tecniche per prepararlo in casa?

Il riso è un cereale con cui tutti hanno familiarità, anche perché si tratta di uno degli ingredienti più diffusi nella cucina italiana. Per questo motivo, la procedura per realizzarne il latte risulterà semplice e alla portata di tutti.

Si preparino 100 grammi di riso – il classico arborio è più che idoneo, anche se non manca chi ricorre al saporitissimo basmati – e si versi un litro d’acqua in una pentola sufficientemente alta. Non appena l’acqua raggiunge l’ebollizione, si versi il riso e lo si lasci a fuoco sostenuto per circa 50 minuti. I chicchi devono infatti sfagliarsi completamente e, qualora gran parte dell’acqua dovesse essere evaporata durante la cottura, se ne aggiunga dell’altra man mano durante il processo.

Terminata la bollitura, si lasci raffreddare e si sminuzzi il riso nella sua acqua di cottura, sia con il frullatore che con i mixer a immersione. Si otterrà così un composto cremoso, già commestibile ma non ancora propriamente liquido come il latte. Manca infatti la fase di setaccio, da effettuare sia con un colino a maglie strette che con un semplice imbuto su cui sarà adagiato un panno di cotone. Si dividerà così la parte più acquosa, il vero e proprio latte di riso, dai chicchi rimasti intatti dopo la frullatura.

Sebbene la bevanda creata sia già pronta per essere gustata, può essere utile aromatizzare il tutto, anche per evitare quella persistenza tipica del riso sul palato. In genere, si preferisce aggiungere al composto dei condimenti dolci o dai sapori intensi, come la vaniglia e la cannella, ma anche del miele da sciogliere nel latte una volta riscaldato. Per lo zucchero, invece, si valuti l’aggiunta a seconda degli usi per cui il latte di riso è stato pensato. In caso servisse come ingrediente per la preparazione di pietanze e dolci, un paio di cucchiai di zucchero – e un pizzico di sale per levare l’acidità – si sposano perfettamente con questi scopi culinari. Se invece lo si preferisse per la colazione o da consumare freddo, allora è meglio lasciare la possibilità a chi lo beve di aggiungere dolcificanti a piacere e al bisogno. Il latte di riso si conserva infine in frigorifero, per un massimo di 3-4 giorni.

5 ottobre 2013
I vostri commenti
Mari, sabato 25 giugno 2016 alle22:58 ha scritto: rispondi »

Proverò sicuramente a fare i "latti" in casa

carlo, domenica 13 ottobre 2013 alle21:45 ha scritto: rispondi »

A me fa impazzire com'è preparato questo riso, invece!

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