Consumare latte crudo farebbe ammalare più di quanto previsto secondo i ricercatori USA. Stando ai risultati di uno studio decennale condotto dal Minnesota Department of Health l’utilizzo di questa particolare tipologia di latte avrebbe provocato un aumento del rischio di ammalarsi pari al 17%.

Occorre innanzitutto chiarire la differenza contenuta nel termine “crudo”. A differenza del latte fresco (intero, parzialmente scremato o scremato), disponibile in qualsiasi supermercato, alimentari e bar, il latte crudo non è stato sottoposto a processo di pastorizzazione e omogenizzazione.

Il suo consumo è stato vietato negli anni ’30 in Italia e in Europa, salvo poi effettuare parziali riaperture limitandone il commercio alla vendita diretta tra produttore e consumatore. Anche in questo caso viene tuttavia richiesto il rispetto di particolari caratteristiche igienico sanitarie.

Tornando allo studio, i dati raccolti dai ricercatori tra il 2001 e il 2010 hanno permesso di stimare in circa 20.500 i soggetti ammalati nell’arco di 10 anno nel Minnesota a causa del consumo di latte crudo, calcolato su un totale stimato di circa 118 mila consumatori. Tra le possibili controndicazioni l’insorgenza di infezioni da disturbi alimentari gastrointestinali, risultate in un caso mortali.

È importante, concludono gli ispettori sanitari del Minnesota, che i soggetti vicini a questo prodotto siano portati a conoscenza di ogni possibile rischio collegato al consumo di latte crudo:

I consumatori di latte crudo, i consumatori potenziali e chi è preposto alla regolamentazione del settore dovrebbero essere istruiti riguardo le malattie associate al consumo di latte crudo.

13 dicembre 2013
I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 13 dicembre 2013 alle22:59 ha scritto: rispondi »

Bevo circa un litro di latte al giorno, ma sinceramente ho tanta fiducia nella odierna "catena alimentare" che preferisco bollire anche quello pastorizzato acquistato nel supermercato. Non assumerò tutte le qualità organolettiche del latte crudo, ma preferisco la sicurezza; purtroppo attualmente di altri pericoli alimentari ne "aleggiano" ormai anche troppi.

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